Giovedì 13 Gennaio 2011

Ne <La versione di Barney>
spunta il lago di Como

(n. fal.) Burbero quasi irascibile, bizzarro, poco politicamente corretto. E fissato con le donne, finché non si innamora di Miriam Grant conosciuta il giorno del suo secondo matrimonio. È Barney Panofsky, protagonista di uno dei romanzi più celebrati e venduti degli ultimi vent'anni, La versione di Barney di Mordechai Richler. Domani arriva in sala, dopo il passaggio alla Mostra di Venezia dove vinse il Leoncino d'oro Agiscuola, la trasposizione cinematografica con la regia di Richard J. Lewis (C.S.I.). Il Paul Giamatti di Sideways è un interprete degno di uno dei personaggi letterari, candidato al Golden Globe come miglior attore in un film brillante. La scelta, su indicazione di Richler che aveva iniziato la sceneggiatura prima di morire nel 2001, di privilegiare l'aspetto sentimentale dell'innamoramento totale per Miriam si rivela azzeccata. «Anche l'idea di togliere un po' di politica dal film, perché la vena polemica apparteneva più a Richler che al personaggio di Panofsky era dello scrittore» ha spiegato il regista a Venezia. Rispetto al libro parte della scena si sposta da Parigi a Roma e c'è posto per due battute che citano il lago di Como come luogo di fuga immaginata da Barney e come luogo dove un suo amico ha conquistato una bella ragazza. Barney è una commedia dolceamara molto apprezzabile, che fa ridere ed emozionare, con una regia essenziale e attori in forma: Dustin Hoffman spassoso come ex poliziotto padre del protagonista, Minnie Driver seconda moglie e la bravissima Rosamund Pike come Miriam, terza moglie nonché unico amore.

c.colmegna

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