Mercoledì 26 Gennaio 2011

Paratie, interviene la Regione
"Il paziente è davvero grave"

COMO - Il cantiere sul lungolago è «un malato grave». Per cercare di farlo guarire, verranno coinvolti altri esperti (Infrastrutture lombarde) e si procederà con i piedi di piombo, chiedendo un parere alla Corte dei conti prima di prendere qualsiasi decisione, «per evitare che sorgano nuovi problemi». A spiegarlo è l'assessore regionale al Territorio, Daniele Belotti (Lega), che per la prima volta interviene a proposito dell'operazione paratie. Entrato in giunta circa un anno fa, Belotti si è trovato a dover gestire la “patata bollente” della maxi opera comasca. Ma le sue non sono parole di circostanza: «Più che un cantiere lombardo, sembra un cantiere di Gioia Tauro - arriva a dire - Ora sono in corso incontri a tutti i livelli con l'obiettivo di superare tutte le criticità e ripartire al più presto». Lo stop al cantiere scattato due giorni fa (servono ulteriori analisi sugli aspetti idrogeologici e la stabilità degli edifici, per stilare una nuova perizia di variante apportando al progetto le modifiche del caso) è dunque destinato a segnare, secondo la Regione, una svolta nelle modalità di gestione della maxi opera: «Gli esperti di Infrastrutture lombarde (la società regionale che aveva già seguito le varie fasi del concorso di idee poi naufragato, ndr) verranno coinvolti e daranno un supporto giuridico e tecnico - dice Belotti - Ci sono già i nostri dirigenti ma, come si fa per una malattia grave, è bene sentire più di un parere. Inoltre, ogni passaggio verrà sottoposto alla Procura della Corte dei conti. Il nostro imperativo dev'essere quello di non sprecare risorse e di agire con la maggiore trasparenza possibile». Quanto alle responsabilità del Pirellone per i ritardi record (i lavori si sarebbero dovuti chiudere il 7 gennaio scorso ma dureranno almeno altri due anni e mezzo), l'assessore non si nasconde. La Regione, d'altra parte, ha approvato sia il progetto sia tutte le varianti tecniche e finanziarie: «Evidentemente c'è stato più di un problema, se siamo in questa situazione. Alla prova dei fatti è emerso che il progetto originario non era il massimo. Non era nemmeno un disastro, visto che ha ottenuto le autorizzazioni da tutti gli enti, ma c'erano delle carenze. Gli stessi consulenti della Procura di Como non chiamano in causa solo noi, ma tutti». «Dovremo spendere altri soldi per le modifiche? Sì, ed è un problema - chiude Belotti - Perché di soldi in questo momento ce ne sono pochi».
L'ultima stima parla di 3 milioni e 800mila euro di costi aggiuntivi, che si sommerebbero ai 2 milioni e 100mila euro stanziati nel febbraio scorso per la variante del “dopo muro” e ai 500mila euro destinati al concorso di idee per gli arredi e la pavimentazione della passeggiata (rivelatosi inutile in quanto la Soprintendenza ha bocciato il progetto vincitore). Intanto, a breve sarà pronta la seconda variante - quella che consentirà all'impresa di riprendere i lavori - ma dovrà passare al vaglio della conferenza dei servizi. Mentre la terza (con modi, tempi e costi per arrivare alla chiusura di tutto il cantiere) arriverà solo a settembre.
Michele Sada

p.berra

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