Domenica 30 Gennaio 2011

Como, quaranta falsi invalidi
scoperti dall'Inps in un anno

COMO - Falsi invalidi anche nel territorio comasco, a conferma che i furbi, i furbetti e i certificati facili ci sono dappertutto, anche se non sono proprio una caratteristica del nostro territorio. L'anno scorso sono state eseguite circa 1100 visite straordinarie di controllo, poiché il 2010 è stato un anno in cui si è intensificata la caccia al falso invalido, disposta dal Governo e dalla stessa Inps per senso di giustizia sociale e non solo per recuperare risorse indebitamente erogate. I risultati: 40 revoche, cioè un po' meno del 4% sul totale dei controlli. Per avere un riferimento: nel corso del 2009, ultimo dato disponibile, la media di revoche in Italia si era attestata intorno al 15%, con punte del 20 - 25% in Campania, Basilicata e Sicilia. Non è una novità: è noto che in alcune zone, la pensione d'invalidità civile, 256 euro al mese, rappresenta una fonte di reddito a prescindere dal diritto e l'Inps ha deciso di fare piazza pulita degli abusi che configurano il reato, a beneficio di chi è invalido davvero e che deve ricevere ciò che gli spetta. L'operazione 2010 contro i falsi invalidi aveva suscitato polemiche ed apprensioni anche sul nostro territorio, perché la manovra di aggiustamento dei conti pubblici aveva innalzato la percentuale di invalidità per  ricevere e mantenere il beneficio, erano state organizzati presidi e proteste davanti alla Prefettura. Alla fine, erano state accolte dal Governo le rimostranze degli invalidi veri e diverse famiglie avevano espresso preoccupazione perché loro congiunti con patologie irreversibili erano stati chiamati a controllo, non bastava la documentazione presentata: come al solito, le furbizie di qualcuno vengono pagate da molti. Alla fine, il bilancio riferisce che altri 800 chiamati a visita di controllo sono stati esonerati da verifiche future poiché si tratta di patologie irreversibili, sindrome di Down, Sla, patologie oncologiche e così via. Sono dati che indicano la misura dell'operazione, ma anche l'ampiezza delle sofferenze delle persone e delle famiglie sul nostro territorio.
Ma c'è un altro dato ad impensierire: nel 2010, sono pervenute all'Inps di Como oltre 16.000 nuove domande di invalidità e circa 12.000 sono state validate. Sembra un dato inverosimile. Ma il gentilissimo Ufficio Stampa della direzione centrale comunicazione Inps fa sapere che in tutt'Italia sono state avanzate circa due milioni di domande nuove all'anno in Italia, di cui 400.000 - 500.000 producono prestazioni economiche. Non tutte sono finalizzate a ricevere l'assegno di invalidità: il riconoscimento serve per l'inserimento nel collocamento obbligatorio, per esempio, oppure in applicazione della legge 104 che consente ai familiari di assentarsi dal lavoro per assistere il congiunto invalido. Un dato che non rappresenta solo il segno dell'invecchiamento della popolazione: ci sono problemi anche nelle fasce più giovani e che, in ogni caso, mette in evidenza il bisogno di sostegni, in varie forme, che emerge nella nostra società, da parte di persone e di famiglie. Dati non isolati, ma rafforzati, per esempio, dalla domanda di assistenza domiciliare integrata rivolta alla nostra Asl o di servizi in generale per le persone deboli e a rischio. Rigore nella riscossione per distribuire con altrettanto rigore a coloro che ne hanno diritto e sono sempre di più. 
Maria Castelli

p.berra

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