Cardina, paura per il cemento
La videostoria: l'ultima trincea

Il Comune rassicura i residenti di Cardina. Rispondendo a una richiesta di chiarimento sui rischi connessi con il trasporto delle due gigantesche gru attive all'interno di altrettanti cantieri, l'ufficio stampa dell'amministrazione ha garantito che «si terrà conto della portata della strada»

COMO - Il Comune rassicura i residenti di Cardina. Rispondendo a una richiesta di chiarimento sui rischi connessi con il trasporto delle due gigantesche gru attive all'interno di altrettanti cantieri, l'ufficio stampa dell'amministrazione ha garantito che «si terrà conto della portata della strada». A preoccupare è soprattutto la tenuta della via omonima, già messa a durissima prova, negli ultimi mesi, dal passaggio di ruspe e caterpillar. Un tratto di strada è stato addirittura transennato, per timore di un cedimento del terrapieno che la sostiene, a picco su via Castel Carnasino e Villa Aprica. «Quando i titolari delle imprese edili che devono smantellare le gru ne faranno richiesta - precisa l'ufficio stampa - i tecnici svolgeranno le loro valutazioni. È chiaro che, a fronte di una portata massima di tre tonnellate e mezza (quella indicata per via Cardina, ndr), le imprese potranno o garantire più viaggi con mezzi piccoli, dopo avere provveduto a smontare le gru, oppure dovranno presentare una relazione tecnica di un geologo che garantisca, sotto la propria responsabilità, che via Cardina è in grado di reggere pesi maggiori». C'è un precedente analogo, che riguarda via per Brunate, sulla quale, negli ultimi tre anni, sono transitati spesso i mezzi pesanti dei tanti cantieri aperti in particolare a Garzola: in quel caso il Comune chiese e ottenne la relazione di un geologo che, sotto la propria responsabilità, concesse il via libera al transito di camion del peso superiore alle 15 tonnellate fino all'incrocio con via Val Gioera, cioè all'altezza del tornante successivo al santuario degli sport nautici. Da lì in poi obbligo di mezzi alternativi, come nel caso dell'antenna televisiva di Brunate, per il quale fu usato un elicottero.
L'interessamento del Comune tranquillizza solo parzialmente i residenti. Che restano sul chi vive. Si teme che ai cantieri già aperti in via Cardina e in via Carlo Dossi, una strada secondaria privata, possano prima o poi aggiungersene altri: «Le uniche nostre speranze - dice Giuseppe Cavadini, ex presidente della Circoscrizione Otto, residente nel cuore della collina - sono ancora legate alla possibilità che quest'area venga ricompresa nel Parco della Spina Verde. Sarebbe la salvezza dal cemento. Noi lo speriamo ancora».

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