Martedì 01 Febbraio 2011

Le circoscrizioni di Como
bruciano 700mila euro

COMO Dal 2012 spariranno così come stabilito dalla legge Finanziaria del 2008, ma le nove circoscrizioni per ora hanno un costo decisamente pesante per le casse di Palazzo Cernezzi. In totale sono costate 684mila euro di cui 257mila per il personale, 4mila per il lavoro straordinario, 14mila per le spese telefoniche, 85mila per il riscaldamento. E ancora 5mila per l'acqua, 31mila per l'Irap e 82mila per contributi previdenziali. Per custodia e pulizia sono stati spesi 21mila euro e 4mila per la manutenzione delle attrezzature. L'elenco comprende anche spese varie per l'ufficio di 5mila euro, 44mila per attività culturali e 10mila per manifestazioni sportive. I "costi della politica", vale a dire le indennità per i 126 tra presidenti e consiglieri dei parlamentini di quartiere, hanno inciso per una percentuale del 12%, cioè per 85mila euro. I costi per il personale si mangiano il 52% delle spese, mentre il 17% se ne va per il pagamento delle utenze. Unica fonte di ricavo è quella dell'affitto delle sale che porta nelle casse delle circoscrizioni circa 25mila euro annui. Oltre alle spese le nove circoscrizioni si occupano anche di fornire servizi anagrafici e di assistenza sociale. Tre sono quelle con più richieste: la uno (Albate) con 151 persone seguite dall'assistente sociale e 405 quelle che hanno richiesto certificati; la tre (Camerlata) con 550 richieste per l'assistente sociale e 492 per i certificati; la otto (Sagnino - Monte Olmpino) 450 richieste sociali e ben 1144 certificati rilasciati. È evidente che per i documenti è il parlamentino di quartiere di Como centro a non avere richieste, visto che chi ha bisogno di certificati va direttamente a Palazzo Cernezzi. Il sindaco Stefano Bruni, nel programma con cui è stato eletto nel 2007, scriveva a proposito delle circoscrizioni: «Dovranno essere tenute adeguatamente presenti le inopportune diseconomie legate ad eventuali duplicazioni di uffici comunali legate alle esigue dimensioni delle circoscrizioni. Si tratterà quindi di individuare la realtà di ogni singolo quartiere e gli elementi di analogia o di differenziazione fra di essi al fine una compiuta razionalizzazione del servizio decentramento, riconoscendone fin d'ora il preminente ruolo di primo interlocutore sul territorio e con i cittadini. Il consiglio di circoscrizione deve sempre più diventare "sportello aperto" in costante ascolto delle esigenze dei cittadini per rispondere alla domanda di governo che sale dai quartieri per la cui attuazione valutare la creazione di Urp (ufficio relazioni col pubblico) decentrati per informare i cittadini e raccogliere le loro istanze. A tal fine verrà proposta la rimodulazione degli orari affinchè possano essere fruibili i servizi anche nelle mattine di sabato». L'estate scorsa l'allora capogruppo del Pdl, a nome di un gruppo di consiglieri, aveva scritto una lettera al sindaco proprio per capire il futuro delle circoscrizioni. «Rispettosi delle scelte effettuate dal legislatore - scrivevano - riteniamo comunque importante, significativo e strategico per la nostra città arrivare preparati a questa svolta, evitando che in poco tempo si possa perdere totalmente il ruolo di sentinelle sul territorio esercitato dai consigli di circoscrizione». La stessa normativa nazionale prevede infatti che possano essere mantenuti dei presidi nei quartieri, purché senza oneri.
Gisella Roncoroni

a.savini

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