Martedì 08 Febbraio 2011

False fatture ed evasione
per 59mila euro a Como

COMO La Procura ha chiuso l'indagine aperta nel 2009 nei confronti del ragioniere Luigi Corbella, 46 anni, studio professionale in via Recchi, revisore dei conti in diverse amministrazioni comunali e in moltissime società pubbliche comasche, accusato di evasione fiscale. Le ipotesi di reato che i magistrati gli contestano (l'indagine è stata condotta dal pm Daniela Meliota) riguardano una serie di false fatture utilizzate per descrivere operazioni inesistenti e per alleggerire la "pressione" del fisco nei confronti della società di intermediazione immobiliare «Crispi» srl, di cui lo stesso ragioniere è socio. La "sponda" sarebbe una cooperativa sociale che emetteva fatture ricevendo da lui assegni di pari valore, salvo poi cambiarli incassando il contante per restituirglielo subito dopo. Non sarebbero pochi soldi, almeno non stante l'esito degli accertamenti svolti dai finanzieri: nelle dichiarazioni relative al periodo di imposta 2007 e 2008, Corbella avrebbe quantificato più di 59mila euro di cosiddetti «elementi passivi fittizi» che, fuori dal linguaggio tecnico del fisco, sono costi di impresa finti e per questo illegittimamente dedotti. Furono i responsabili della cooperativa a consentirglielo, vittime - sempre secondo l'accusa - dell'inganno architettato dal professionista comasco: sapevano di emettere fatture per operazioni inesistenti ma a quanto pare furono indotte a farlo nella necessità di far figurare un incremento del loro volume d'affari.
Corbella è molto conosciuto in provincia. In passato vicino ad An - oggi Pdl - tentò la fortuna anche in politica, candidandosi alle elezioni regionali del 2000. Oggi è presidente del Collegio sindacale di Villa Erba spa, della Como Servizi Urbani, Canturina servizi. Nel 2001 fu nominato presidente di Comocalor, la società di Acsm che si occupa di teleriscaldamento. Rimase in carica fino al 2004. È revisore dei conti anche all'asilo di Campione d'Italia e al Comune di Asso. Assistito dagli avvocati Alessandro Fermi e Renato Papa, ha ora a disposizione i canonici venti giorni per presentare memorie difensive o per essere sottoposto a interrogatorio, in altre parole per convincere il pubblico ministero della propria estraneità alle contestazioni. Poi la Procura deciderà se chiedere o meno il processo.
St. F.

a.savini

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