Venerdì 11 Febbraio 2011

Caso Tremonti-randagi
si interessa il Governo

CANTU' I primi a insorgere sono stati gli animalisti, punti sul vivo dalle dichiarazioni di Angiola Tremonti sui randagi e sui costi affrontati dal Comune per la gestione del canile consortile di Mariano Comense. Ma adesso tocca anche alla politica. Francesca Martini, sottosegretario al Ministero della Salute, nei prossimi giorni sarà qui, alla struttura di via Del Radizzone «perché l'associazione che lo gestisce fa un lavoro meritorio, come molte in Italia, e la risposta del Ministero alle affermazioni del consigliere Tremonti sarà una mia visita ufficiale».
Tremonti ha chiesto di vedere conti e bilanci del canile, lamentando di non averli ottenuti. Ma a scatenare la bufera attorno al suo nome è stato avanzare l'idea di sopprimere i randagi che, dopo un certo periodo di tempo, non siano stati adottati. Proposta che Tremonti ha poi negato d'aver fatto, in seguito alla tempesta di mail e messaggi – in alcuni casi violenti e minacciosi – affermando di aver voluto solo porre l'attenzione sugli alti costi dei canili: «Io sono per gli animali. Li difendo. Dico però che c'è un problema che riguarda i cani randagi. In Italia ce ne sono 600 mila e costano circa mille euro l'uno l'anno» E ancora che «i cani randagi fanno danni. Prendiamone atto», altrimenti «apriamo le gabbie perché dentro lì quei poveri animali stanno male». Quell'idea però, la soppressione come ultima ratio per combattere il randagismo, Angiola Tremonti in verità l'aveva già espressa, durante l'ultima conferenza di capigruppo che si è tenuta il 24 gennaio. «Sì – ricorda Vittorio Spinelli, di Ulivo per Cantù – nel corso della riunione espresse l'ipotesi che, nel caso di animali non adottati, dopo un certo periodo si passasse alla soppressione». E conferma arriva anche da Ciro Cofrancesco, capogruppo del Pdl: «Disse che avrebbe richiesto tutti i documenti relativi ai bilanci, e poi che si potesse arrivare a valutare l'ipotesi della soppressione dopo una determinata permanenza».
Molto dura il sottosegretario leghista Francesca Martini: «L'ignoranza fa notizia. Ignoranza delle leggi e delle norme a tutela degli animali d'affezione, come dimostra Angiola Tremonti dichiarando che per lei mosche polli e cani sono la stessa cosa. In realtà questo è uno dei settori nei quali il nostro paese, anche se permangono situazioni critiche in alcune aree, sta avanzando maggiormente a livello europeo». Da qui la decisione di venire a Mariano, a visitare il canile: «Questi sono temi delicati – prosegue – e vanno trattati con cognizione e conoscenza. Inoltre simili affermazioni da un rappresentante delle istituzioni sono particolarmente pericolose. Credo sia meglio che Angiola Tremonti si occupi d'arte»

m.butti

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