Mercoledì 16 Febbraio 2011

Viaggio tra i devoti
di don Guanella

COMO - Don Luigi Guanella, il primo santo della Diocesi di Como. La Chiesa comense onora e venera una schiera di santi, beati e Servi di Dio, anche dalla memoria locale e popolare, dal patrono Sant'Abbondio al fondatore San Felice, da San Miro alla Beata Elena Malacrida. Ma Don Guanella è il primo che ha subito un processo canonico, un processo vero, certo dal punto di vista ecclesiastico, ma è stato passato al crogiolo ed è rimasto il diamante: il riconoscimento della santità di un uomo, di un prete dei nostri tempi, nato nel 1842 Fraciscio di Campodolcino e morto a Como nel 1915, beatificato nel 1964. E c'è chi nota una coincidenza: quindici anni fa, Papa Giovanni Paolo Secondo, in visita a Como, chiese proprio di soffermarsi nella Casa della Divina Provvidenza, in via Tommaso Grossi. Questo è l'anno di Don Guanella, è l'anno di Karol Woityla: chissà se anche questo è un segno della comunione dei santi, del rapporto che c'è tra cielo e terra, del mistero che avvolge l'umanità terrena e l'umanità celeste.
«Don Guanella è il santo comasco. C'è tanta devozione nei suoi confronti», dicono i fedeli che si recano al santuario del Sacro Cuore di via Tommaso Grossi, si soffermano davanti all'urna, c'è chi percorre in ginocchio la Scala Santa recitando il Rosario. Hanno appreso che lunedì prossimo, 21 febbraio, il Concistoro presieduto da Benedetto XVI annuncerà la data della canonizzazione che si svolgerà in Vaticano, una grande cerimonia. C'è una commissione al lavoro a Roma e una commissione al lavoro a Como. «Impareremo come si fa un santo – dicono i fedeli – non è cosa da tutti i giorni». La Chiesa ha le sue regole e sono anche difficili da imparare. «Io sono devota da sempre a Don Guanella – dice una signora – mi ha aiutato tanto. Grazie e miracoli? Non so, io parlo di aiuto nei miei problemi familiari: ho sentito la Sua mano». È un volto dipinto, sempre uguale, quello di Don Guanella, è una statua riprodotta in tanti modi, con materiali diversi, il legno e il bronzo, ma in occasione della canonizzazione, sarà riprodotta una fotografia per le immaginette sacre da distribuire ai fedeli e avrà di particolare il «tricorno», il cappello da prete, con tanto di fiocco. Saranno dunque cambiate le immagini della devozione e dovrà essere cambiata anche la preghiera da recitare. Sono dettagli, ma rientrano tra i preparativi della canonizzazione.  E dal mese di giugno 2010, il santuario è anche «virtuale»: via Internet, è raggiunto da centinaia di richieste di preghiera, da presentare al Sacro Cuore e a don Guanella; con un click, si accende un lumino. L'indirizzo:www.sacrocuorecomo.it.
Maria Castelli

a.savini

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