Venerdì 18 Febbraio 2011

Tassa sul cemento a Como
Guerra Comune - edili

COMO Il possibile aumento degli oneri di urbanizzazione (che significa maggiori entrate per le casse comunali, in grave sofferenza) è al centro della guerra tra i costruttori e il gruppo di Autonomia liberale per Como, che ha proposto di alzare gli oneri a carico di chi costruisce livellandoli agli altri capoluoghi lombardi. Un'idea che non ha trovato le porte chiuse almeno in una parte del Pdl, che si è detto disponibile a valutarla senza alcun pregiudizio.
«Abbiamo gli oneri di costruzione più bassi di tutta la Regione - attacca il portavoce degli autonomisti Emanuele Lionetti - e credo che gli stessi edificatori debbano fare una riflessione su quanto negli ultimi anni si sia cementificato a Como, anche a causa del piano regolatore precedente. La manovalanza usata dalle imprese edili risulta essere prevalentemente non di nazionalità italiana, perciò non viene neppure salvaguardata la nostra manodopera. Nel '93 avevamo 93mila abitanti, poi negli ultimi quindici anni abbiamo edificato per complessivi ulteriori 11mila abitanti, ma i residenti sono 85mila. Questo significa che esiste una quantità enorme di appartamenti sfitti e noi vogliamo che si mantenga il verde esistente. L'aumento degli oneri che noi proponiamo inciderebbe di circa 10 euro al mq e non penalizzerebbe in alcun modo la maggior parte dei cittadini comaschi».
Dal canto suo il capogruppo di Alc, Piercarlo Frigerio chiarisce ulteriormente: «Basta cemento, recuperiamo e abbelliamo quello che già è costruito. Noi vorremmo incrementare gli oneri di urbanizzazione limitatamente alle nuove costruzioni. Non vanno toccati e, anzi, si potrebbe valutare nel contempo di abbassare quelli per restauri, risanamenti conservativi e ristrutturazioni. Così facendo si otterrebbe un risultato duplice: rimetterci in linea con le altre province della Lombardia perché i nostri valori oggettivamente sono più bassi e, contemporaneamente, disincentivare in parte l'arrivo di altro cemento. Abbiamo rovinato zone bellissime, penso alla Borgovico: che impatto hanno le nuove costruzioni dal lago? Semplicemente devastante. Contro questo consumo di suolo puntiamo il dito, non sul recupero di aree dismesse. Andrebbero poi valutate meglio le conseguenze idrogeologiche di nuovi insediamenti soprattutto nelle zone di pregio». I costruttori, però, non ci stanno. 
Gisella Roncoroni

a.savini

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