Venerdì 18 Febbraio 2011

Olgiate: morta nello scontro
Lo strazio della famiglia

OLGIATE COMASCO Un dolore immenso. Non se la sente di parlare Serena, la sorella minore di Donatella Berlingieri – 28 anni – morta nel drammatico scontro sul curvone di viale Belforte a Varese mentre tornava a casa. La sua auto, una Panda, si è scontrata con una Ford Ka che proveniva in senso contrario: un impatto che non ha lasciato scampo alla giovane spirata poco dopo all'ospedale.
Non c'è spazio per le parole, troppo straziante il dolore di una perdita così improvvisa e tragica da risultare umanamente inaccettabile per papà Francesco (che risulta titolare di un'impresa edile), mamma Luigina e la sorella Serena, stretti nella loro disperazione, vissuta nel modo più intimo e riservato.
Nell'abitazione in via Cattaneo, dove la giovane vittima viveva con la famiglia, non è il momento dei ricordi da condividere pubblicamente, ma soltanto dei perché senza risposta. La tragica notizia ha suscitato profondo cordoglio in paese, dove la famiglia Berlingieri si era trasferita nel 1996, dal vicino Comune di Beregazzo con Figliaro. Il pensiero è subito corso a quella giovane donna, la cui vita si è spezzata mentre faceva ritorno a casa, e alla disperazione dei suoi familiari. In paese, ma anche a Beregazzo dove la giovane aveva trascorso la sua infanzia, alcuni ex compagni delle medie la ricordano adolescente spensierata. Ancora più vivo e recente il ricordo di chi, qualche anno fa, aveva condiviso con lei un paio di mesi di lavoro in occasione di un'assunzione estiva, come commessa, al negozio di calzature Elephant di Olgiate.
Nell'apprendere la drammatica notizia, un ex collega ammette di avere sperato fino all'ultimo che si trattasse di uno sbaglio di persona, che la vittima del tragico schianto non fosse proprio Donatella, che – al locale punto vendita Elephant - ricordano come una: «Ragazza splendida, cordiale, seria. Una persona davvero eccezionale e dai modi squisiti. Era da un po' che non la sentivamo. Abitando a Olgiate, spesso capitava che passasse in negozio anche per un saluto».

f.angelini

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