Sabato 19 Febbraio 2011

La crisi chiude i rubinetti
Ottocentomila euro persi

COMO Da giorni infuria la polemica sulla proposta di aumentare gli oneri per chi costruisce in città, lanciata dai consiglieri comunali di Autonomia liberale per Como. Ma quanto incassa ogni anno Palazzo Cernezzi grazie agli oneri di urbanizzazione? E dove finiscono questi soldi? Negli ultimi due anni la cifra è stata quasi identica: due milioni e mezzo di euro nel 2009, altrettanti nel 2010. Un tesoretto non trascurabile, anzi decisivo per far quadrare i conti di un bilancio sempre più in sofferenza. Addirittura i tre quarti dei fondi versati dai costruttori vengono destinati, non a caso, alla spesa di parte corrente (si tratta del massimo consentito), ed è pertanto molto ridotta la quota utilizzata per le cosiddette opere di urbanizzazione. Le risorse incamerate dal Comune negli ultimi anni, tuttavia, sono decisamente inferiori rispetto a quelle datate 2008 e 2007: nel primo caso si era arrivati a 3 milioni e 284mila euro, nel secondo a 3 milioni e 252mila. Nell'ultimo biennio, insomma, sono arrivati nelle casse di Palazzo Cernezzi quasi 800mila euro in meno ogni dodici mesi. Dati che sembrerebbero in contraddizione con il gran numero di interventi edilizi in corso o ultimati di recente in tutta la città. Una spiegazione, in realtà, c'è. Gli oneri di urbanizzazione vengono versati nel momento in cui l'amministrazione comunale rilascia il “permesso di costruire”, pertanto il boom di entrate è stato registrato nel 2007 e nel 2008 anche se i cantieri sono partiti in una fase successiva e gli effetti della cementificazione iniziano a vedersi solo adesso. Il forte calo registrato nel 2009 e nel 2010 è invece da imputare, secondo gli addetti ai lavori, alla crisi economica che ha fortemente colpito il settore dell'edilizia. Meno richieste di interventi, meno oneri di urbanizzazione. Tanto che le entrate ipotizzate per il 2010 nella relazione previsionale e programmatica allegata al bilancio (addirittura 3,95 milioni di euro) sono state riviste e drasticamente ridotte in sede di assestamento.
Sull'ipotesi di aumento degli oneri interviene, intanto, il presidente dell'Ordine degli architetti, Angelo Monti: «Se l'obiettivo della proposta è quello di disincentivare il consumo di suolo, lo strumento scelto non mi sembra efficace. Giusto porsi il problema, ma l'unico deterrente possibile è fare scelte forti nella pianificazione urbana, frutto di una strategia. Ragioniamo, piuttosto, su come incentivare il recupero dell'esistente, non possiamo dimenticare che l'edilizia è uno dei motori del Paese. L'80% delle abitazioni di Como è stato costruito prima del 1980, quindi senza particolare attenzione agli aspetti energetici. La possibilità di intervenire, quindi, c'è ed è enorme».
Michele Sada

a.savini

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