Martedì 22 Febbraio 2011

Processo all'amianto in Ticosa:
nessuno ha segnalato la guaina

COMO «Tutti coloro che hanno fatto il sopralluogo hanno ispezionato il tetto, ma non risulta il campionamento della guaina e, quindi, non è stata analizzata». Così ha risposto il maresciallo Nuccio De Paolis del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, che aveva seguito la vicenda amianto in Ticosa fin dal sequestro, ieri mattina in tribunale a Como dove è andata in scena la terza udienza del processo che vede, sul banco degli imputati Roberto Binda dell'omonima impresa che triturò i resti della Ticosa. Inclusa la guaina bituminosa che in realtà conteneva amianto.
Ieri erano attesi a testimoniare, oltre al Noe, i due dirigenti di Palazzo Cernezzi che hanno materialmente seguito la questione e cioè il responsabile dell'Urbanistica Francesco Salinitro (fino alla primavera del 2007) che non si è presentato non avendo nemmeno ritirato la cartolina di convocazione e l'attuale dirigente del Territorio Roberto Laria (non si è presentato nemmeno lui in tribunale e ha inviato un certificato medico).
L'avvocato Michele Parravicini, che difende Binda, ha detto al termine dell'udienza: «È emerso con chiarezza che è stata l'omissione nel non analizzare la guaina a determinare il problema. L'8 aprile ci sarà la discussione finale con la sentenza che, spero, sia di assoluzione. A quel punto valuteremo se promuovere una nuova azione legale in difesa della salute dei lavoratori che hanno triturato l'amianto senza saperlo».

p.moretti

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