Mercoledì 23 Febbraio 2011

Luca, l'ultimo viaggio
sull'ambulanza di papà

ORSENIGO In un clima di dolore e tristezza collettiva si sono svolti nella chiesa parrocchiale i funerali del piccolo Luca Molteni, il bambino di otto anni morto nella notte tra domenica e lunedì a causa di una malattia rara, la sindrome di Duncan. Parenti, familiari e amici e tantissimi abitanti di Orsenigo si sono stretti intorno alla famiglia del piccolo: già a partire dalle 14.30, cioè mezzora prima dell'inizio della funzione liturgica, la chiesa era gremita di gente. Per evitare problemi di traffico, dovuto al forte afflusso delle persone, la salita e la piazza della chiesa sono state vietate alle auto: i numerosi parcheggi sparsi per il paese in pochi minuti sono stati riempiti dalle automobili dei tanti che sono venuti per l'ultimo saluto a Luca. Poco prima delle 15 il carro funebre con il feretro del piccolo è arrivato sul sagrato della chiesa, seguito dalla famiglia: la mamma Elena e il papà Alberto tenevano per mano Simone, affetto dalla stessa malattia rara del fratello, e la figlia maggiore Lisa, di dieci anni, che teneva stretto fra le braccia il piccolo orsacchiotto di peluche di Luca. A far da cornice alla liturgia il colore bianco dei tanti fiori e degli stessi paramenti liturgici: la funzione, nonostante fosse immersa in un clima di dolore palpabile e condiviso da tutti, è stata improntata dal parroco, don Erminio Brambilla, e dagli stessi genitori alla speranza, che nasce dalla forte fede che papà Alberto e mamma Elena hanno dimostrato, con il loro dolore composto e dignitoso.
Per creare un clima davvero familiare, consono alla presenza dei numerosi bambini, le panche delle prime file sono state girate non già verso l'altare, ma verso la piccola bara bianca, quasi a voler mettere al centro della funzione il piccolo Luca. E l'omelia del parroco, basata sul versetto del vangelo di Marco, “Lasciate che i bambini vengano a me”, ha voluto sottolineare la grande testimonianza di fede e di speranza della giovane coppia: «In questi momenti difficilissimi il papà e la mamma hanno dimostrato di saper accettare il disegno di Dio su di loro - ha detto il sacerdote -: il Signore ha voluto accanto a sé Luca e loro glielo hanno consegnato, in un atto di grande fede e di amore». Al tempo stesso però il parroco ha voluto far suo lo sgomento di tutti e soprattutto degli amici e dei compagni del piccolo: «Ma perché è successo questo? Questa è la domanda che ci assilla e assilla soprattutto i bambini - ha voluto sottolineare il parroco -: è una domanda che richiede tanta fatica nella risposta. Solo la fede ci può far aprire una altra dimensione: la presenza di Gesù, quella presenza che dobbiamo far capire ai nostri piccoli, costernati anch'essi da tanto dolore». Infine l'invito del parroco ai bambini, che hanno già ricevuto la prima comunione o che la riceveranno nei prossimi anni, a sentire vivo ed incontrare ancora Luca nel sacramento dell'Eucarestia. «Oggi Luca intraprende un altro viaggio: il viaggio della vita eterna e forti nella speranza lo accompagniamo con la preghiera», ha concluso il sacerdote. I genitori, chiusi nel dolore, hanno voluto esprimere il loro stato d'animo e la loro fede con l'ascolto del brano “A Dio” di Federico Colombo: «Ma se il seme non muore non può dare frutto. E chi crede non muore vive dappertutto», queste alcune parole del testo, che si è concluso tra gli applausi e le lacrime dei presenti. A concelebrare era presente anche don Attilio Pandolfi, parroco di Breccia, paese della famiglia materna di Luca. Inoltre i volontari della Croce bianca di Mariano Comense, colleghi di entrambi genitori, che sono fisioterapisti, si sono stretti in un ideale abbraccio alla giovane coppia; hanno inoltre voluto esaudire un grande desiderio del piccolo Luca: un viaggio nell'ambulanza, dove lavora il suo papà. Quindi il feretro è stato accompagnato nel suo ultimo viaggio verso il cimitero dall'ambulanza con i lampeggianti accesi: a bordo della stessa è voluto salire anche il piccolo fratellino Simone, mentre dietro a piedi, stretti in un dolore composto, lo seguivano la piccola sorellina Lisa con mamma e papà, che nel tragitto non ha mai lasciato il peluche del piccolo, quasi a non volersi staccare da Luca. Infine nel mesto percorso dalla cappellina del cimitero al luogo della sepoltura, è stato accompagnato a spalla dal papà Alberto e dagli amici, volontari della Croce bianca. Luca ora riposa con gli altri bambini nel «cimitero degli angeli».

f.angelini

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