Giovedì 24 Febbraio 2011

Consulenze, 13 milioni
alla faccia della crisi

COMO Alla fine del 2010 ogni famiglia residente nel Comasco ha idealmente estratto dal proprio portafoglio un biglietto di 50 euro e lo ha "investito" in una delle centinaia di consulenze concesse da aziende sanitarie, ospedaliere, amministrazioni comunali, provincia, consorzi pubblici, università, istituti scolastici. Ma questo balzello familiare rischia di essere decisamente più alto.
Ci sono costati non meno di 13 milioni di euro gli incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni da parte delle pubbliche amministrazioni comasche. Il dato è contenuto nella tabella elaborata dal ministero di Renato Brunetta, destinata a essere presto pubblicata sul sito ufficiale del governo, ed è riferito alle spese - in materia di consulenze - deliberate nel corso del 2010.
In realtà la cifra spesa è stata sicuramente più alta: moltissime amministrazioni ed enti pubblici, infatti, non hanno comunicato - come richiesto - l'elenco degli incarichi esterni al ministero. Ad esempio quasi il 40% dei Comuni lariani non compare nell'elaborazione proveniente da Roma e se per alcuni - una minima parte - questo si traduce in una sostanziale assenza di consulenze esterne, per la maggior parte si tratta di "dimenticanze". Non solo. Altri enti, infatti, hanno comunicato su questo tema solo una parte dei dati richiesti, è il caso ad esempio di Palazzo Cernezzi, che a Brunetta ha inviato l'elenco degli incarichi affidati nel primo semestre, ma non quelli del secondo.
Quella che doveva essere una missione trasparenza, insomma, rischia di trasformarsi in un'operazione caotica. In ogni caso, basandoci esclusivamente sull'elaborazione del ministero della Pubblica amministrazione, ecco cosa emerge.
Un centinaio di Comuni lariani ha speso in incarichi esterni una cifra superiore agli 8 milioni di euro. Se - logico attenderselo - le uscite maggiori riguardano Palazzo Cernezzi (che punta al milione e 400mila euro in consulenze alla fine del 2010) spicca il dato di Menaggio, con oltre 700mila euro spesi, superiore anche al mezzo milione di euro uscito dalle casse di Erba. L'ente pubblico con le spese più elevate è l'Asl, che nel 2010 ha affidato 59 incarichi per altrettante prestazioni mediche e una spesa superiore al milione e 800mila euro. Decisamente più bassa la cifra in uscita dal Sant'Anna (681mila euro). L'amministrazione provinciale di Como, dal canto suo, ha sborsato - stando ai dati elaborati dal ministero - 750mila euro.
Le Comunità montane ci costano invece quasi 130mila euro in consulenze, mentre le scuole della provincia hanno attinto ai fondi dedicati agli incarichi esterni per una cifra superiore al mezzo milione di euro, contro i 70mila euro "investiti" dall'università dell'Insubria.
Spulciando le singole voci, spiccano - tra le amministrazioni comunali - le spese sostenute per le pratiche legali:poco meno di 980mila euro, con lo studio Spallino (specializzato in diritto amministrativo) attivissimo con quasi 140mila euro in consulenze, seguito dallo studio Bordogna, Ferrari e Mantegazza con 90mila euro. Particolarmente onerosi, infine, anche gli incarichi per gli studi relativi ai vari piani generali del territorio, i cosiddetti Pgt, costati oltre 900mila euro.
Paolo Moretti

a.savini

© riproduzione riservata