Giovedì 24 Febbraio 2011

E ora arriva la stangata
sui posteggi a Como

COMO «Dobbiamo recuperare tra i 300mila e i 350mila euro dai parcheggi. Le entità degli aumenti sono ancora da decidere e le porterò in giunta mercoledì prossimo». L'assessore alla Mobilità del Comune di Como Stefano Molinari mastica amaro e fa fatica ad ingoiare il rospo che Roma gli ha voluto forzatamente far trovare sul piatto. Proprio a lui, che vanta una provenienza dalla destra di estrazione più sociale, attenta a garantire ai cittadini il godimento dei diritti fondamentali, è toccato l'ingrato compito (per far quadrare i conti alla luce dei tagli romani al servizio di traporto pubblico locale) prima di dare il via libera all'aumento tariffario del 10% degli autobus, poi di digerire il taglio di due linee e 77 corse urbane e adesso di iniziare a masticare un ulteriore boccone amaro: recuperare 350mila euro che mancano all'appello innalzando le tariffe di parcometri e autosili. Tradotto in soldoni, significa che l'aumento delle tariffe sarà da definire in una percentuale compresa tra il 10 e il 25%: nel 2009, infatti, la Como servizi urbani (la concessionaria che gestisce parcheggi e autosili per conto del Comune) ha incassato 3.331.000 euro dai parcometri, di cui 1.277.000 girati a Palazzo Cernezzi. Mentre l'autosilo di via Auguadri ha fruttato un incasso di 981mila euro, e quello in Val Mulini (ormai deserto, dopo il trasferimento dell'ospedale Sant'Anna)  562mila euro. Ciò significata che la mazzata romana (il taglio di 1,8 milioni di euro solo per Como e provincia destinati al trasporto pubblico locale) ha colpito complessivamente i cittadini comaschi in cinque punti: aumento del 10% del costo di biglietti e abbonamenti degli autobus urbani ed extraurbani dal primo febbraio; sempre dal primo febbraio aumento del 15,2% del prezzo del biglietto del treno da Como a Milano (da 3,60 a 4,05 euro) e del 12,3% dell'abbonamento (da 60,50 a 68 euro); tagli di 77 corse urbane e 93 extraurbane degli autobus (a fronte di un totale giornaliero di circa 2.800); incremento da quantificare delle tariffe di sosta in autosili e aree a pagamento; non escluso aumento di un ulteriore 10% delle tariffe di autobus e treni a maggio. Il dirigente dell'amministrazione provinciale Giuseppe Cosenza ha assicurato che sono stati tagliati solo i «rami secchi» e che una valutazione delle situazioni da rivedere o da ripristinare verrà operata a maggio. Ma Molinari non la pensa proprio così, ha ribadito a più riprese di considerare «negativi» i tagli, mentre si è trattenuto dall'esprimere a chiare lettere quello che pensa dei signori che nelle segrete stanze romane hanno deciso di penalizzare il trasporto pubblico locale: vi diamo un suggerimento, sarebbero commenti poco «lusinghieri». 
Lu. Ma.

a.savini

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