Sabato 26 Febbraio 2011

Sempre in colonna a Brogeda
Finalmente qualcosa si muove

COMO La “vignetta”, il contrassegno autostradale annuale per viaggiare sulle autostrade svizzere, sarà venduta anche in Italia: è una delle misure che consentirà di risparmiare disagi ai valichi di frontiera tra Como e Chiasso. Non è l'unico provvedimento per fluidificare il traffico al confine ed è annunciato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, che ha verificato le cause dei problemi. Non sono italiane. Dipendono dai controlli esercitati dalle autorità doganali elvetiche con le quali è in corso un confronto. Quasi 1.200 ore di code tra gennaio ed agosto 2010 alla dogana commerciale di Brogeda in uscita dall'Italia verso la Svizzera; 1.585 ore di incolonnamenti in tutto il 2009 lungo i nove chilometri e 600 metri tra il casello di Grandate e l'area doganale, coinvolti mezzi pesanti, autoveicoli di pendolari e di turisti: è il quadro tratteggiato dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti  nella risposta all'interrogazione che il senatore comasco Alessio Butti, Pdl, aveva presentato nei mesi scorsi. Analogo atto del deputato Nicola Molteni, Lega, alla Camera.
Quattro pagine di risposta a Butti: forse mai il Governo si è dimostrato così diligente nell'esame di un caso comasco ed internazionale; gli elementi puntualizzati da Matteoli sono l'esito di un'indagine articolata condotta con Dogane, Polizia Stradale, Autostrade Spa e soprattutto con le autorità svizzere. Il caso era divampato tra agosto e settembre: automobilisti occasionali ed abituali frequentatori del valico autostradale segnalarono che il “passaggio a nord” era diventato sempre più stretto, nonostante gli accordi di Schengen che dovrebbero favorire la libera circolazione delle persone. E il viaggio lungo il tratto terminale dell'autostrada si stava facendo sempre più lento, per il «tappo» in dogana. Pessima l'immagine della nostra città: i bollettini radiofonici sulla viabilità di reti nazionali e locali, tamburellano  ogni mezz'ora: traffico incolonnato a Como Brogeda. «Gli incolonnamenti registrati alla dogana di Como Brogeda risultano causati dalla complessità degli adempimenti previsti per il passaggio alla frontiera tra Italia e Svizzera - dice il ministro - Più in particolare: dalle attività di controllo delle autorità doganali elvetiche; dalla verifica del bollino necessario per circolare sulle autostrade svizzere; dai limiti orari applicati per i camion». Il problema, però, non riguarda solo il traffico commerciale. E' certamente un problema non indifferente, perché fermare le merci rappresenta un costo, ma i rallentamenti coinvolgono anche gli autoveicoli e nelle commissioni bilaterali, le autorità italiane l'hanno fatto presente alle autorità svizzere, esprimendo «viva preoccupazione per i disagi che coinvolgono il traffico veicolare». In più incontri, è stato così messo a punto «un piano di interventi» che dovrebbe scattare entro le festività pasquali: la vendita in territorio italiano nei Punti Blu delle autostrade e negli Autogrill della “vignetta”: le auto che ne sono prive vengono fermate ai valichi e questo è un motivo di rallentamento. Secondo punto: esecuzione dei controlli svizzeri sulla doppia corsia in via permanente e non su corsia unica come avviene adesso. Terzo: la predisposizione da parte di Autostrade Spa di un segnale d'allarme automatico prima dell'ultima galleria di Monte Olimpino, collegato al posto di frontiera, per segnalare code al valico. In autostrada, cartelli plurilingue che ricordano l'obbligo di vignetta. A marzo, riunione del Gruppo bilaterale per verificare il piano.
Maria Castelli

a.savini

© riproduzione riservata