Sabato 26 Febbraio 2011

Yara: finisce la speranza
Il giallo della morte

BERGAMO È stato trovato il cadavere della giovane Yara Gambiraso 14 anni, scomparsa da tre mesi nel bergamasco. Il corpo  è stato rivenuto in aperta campagna nei pressi del fiume Brembo. Il cadavere di Yara era in un campo a Ponte San Pietro, ad una decina di chilometri da Brembate. I resti della ragazza, in avanzato stato di decomposizione, erano abbandonati in un campo incolto, tra l'erba alta. L'identificazione è stata possibile grazie ai vestiti. Secondo gli inquirenti, Yara potrebbe essere stata abbandonata nel campo la stessa sera in cui era scomparsa, un'ipotesi supportata dalle condizioni in cui il cadavere è stato trovato. Saranno comunque gli accertamenti scientifici a confermare o smentire l'ipotesi. C'è peraltro da dire che l'area era già stata battuta durante le ricerche.
A scoprire per caso il corpo della tredicenne, nascosto tra la vegetazione del campo incolto, sarebbero stati verso le 15,30 alcuni ragazzini, lì per provare aerei radiocomandati, che hanno subito avvertito le forze dell'ordine. Secondo le prime informazioni, l'avanzato stato di decomposizione non consente d'individuare subito cause e i tempi della morte.
Il corpo non poteva essere lì da tre mesi: lo ha raccontato all'agenzia Ansa un residente della zona. Si chiama Lorenzo e fino a un mese fa abitava proprio vicino al luogo del ritrovamento del cadavere di Yara Gabirasio, a Madone, paese che confina proprio con l'area di Chignolo d'Isola, dove è stato fatto il ritrovamento.
«Io fino a un mese fa abitavo qui, e passavo tutti i giorni in quell'area, peraltro frequentata da decine di persone ogni giorno - racconta Lorenzo all'Ansa -: ci sono persone che fanno jogging, cacciatori, pescatori, gente che porta a spasso il cane».
E aggiunge: «Mi sembra inverosimile che un cadavere possa essere stato abbandonato lì e non trovato per tre mesi, anche perché a quanto ne sappiamo noi in paese, questa zona è stata più volte battuta dai soccorritori e volontari della protezione civile».
Una testimonianza che confermerebbe le prime ipotesi fatte dagli investigatori subito dopo il ritrovamento: il corpo di Yara infatti, anche se in avanzato stato di decomposizione, appariva ad un primo esame parzialmente mummificato. Come se fosse stato conservato in un sacco e poi trasportato sul luogo del ritrovamento.
Il nodo centrale da sciogliere e che può indirizzare le indagini è: da quanto tempo il corpo di Yara era lì? Il corpo, quasi ridotto a uno scheletro ma intatto, era supino nella terra e nell'erba. Se il corpo, estremamente fragile, fosse stato trasportato negli ultimi giorni, in un qualsiasi contenitore, non avrebbe potuto essere integro in considerazione dello suo elevato stato di decomposizione. C'è peraltro da dire che l'area era già stata battuta diverse volte durante le ricerche e appare dunque strano che nessuno si sia accorto del cadavere in tre mesi. Lunedì l'autopsia.

f.angelini

© riproduzione riservata