Martedì 01 Marzo 2011

Razzia di rame in cantiere
Due arresti ad Albate

COMO - Doppio arresto per furto di rame l'altra notte tra via Frisia e via Ninguarda, ad Albate, dove una volante della polizia ha fermato la macchina su cui viaggiavano Daniele Mercuri, marianese di vent'anni, e Cristina Lucchet, 42 anni, operaia, anche lei residente a Mariano. L'auto, una Clio, si muoveva lentamente con entrambe le targhe coperte di stracci neri. A bordo, gli agenti hanno recuperato diversi tubi di rame, pluviali compressi e ripiegati, lunghi complessivamente una cinquantina di metri. Non c'è voluto molto per ricostruirne la provenienza: è stato lo stesso Mercuri ad ammettere subito, con i due poliziotti, di essersene impadronito all'interno di un cantiere di via Acquanera, al civico 24. Per entrare gli era bastato spostare una transenna mentre l'amica restava in auto ad aspettarlo. A bordo della Clio sono stati recuperati anche un paio di guanti sporchi di fango, una cesoia e un cacciavite ripiegato. Ieri mattina processo con rito direttissimo in tribunale: lui, Mercuri, è stato condannato a un anno e due mesi di detenzione, mentre lei se l'è cavata con sei mesi. Il giovane di Mariano Comense non è nuovo a questo genere di attività. Lo scorso luglio era stato fermato dai carabinieri mentre, con tre amici, si aggirava per Desio con la macchina stracarica di pluviali in rame, provento di furti messi a segno in almeno tre condomini diversi. Nel luglio del 2009, a Mariano, era stato arrestato anche per uno scippo.
Il fenomeno dei furti di rame, negli ultimi anni, ha assunto proporzioni davvero considerevoli, anche in provincia di Como, dove polizia e carabinieri hanno eseguito moltissimi arresti, in qualche caso anche a carico di persone quasi insospettabili ma attratte irresistibilmente dalla possibilità di guadagnare qualche soldo con uno sforzo spesso minimo. Grezzo o lavorato, il rame vale tra i sei e i dieci euro al chilo, anche se l'attuale crisi libica ne ha determinato un ribasso piuttosto importante. Negli ultimi anni in Italia se n'è rubato tantissimo. Non esistono dati precisi, e meno che mai dati provinciali, ma le cronache sono zeppe di episodi spesso molto simili tra loro. Lungo le linee ferroviarie di Trenitalia si sono registrati centinaia di furti, tanto che in due anni, tra il 2008 e il 2010, Trenitalia ha lamentato perdite per dieci milioni di euro. Incursioni si sono verificate anche all'interno di cantieri e di centrali elettriche, da dove in qualche caso sono sparite intere bobine,  per non dire di Enel e Telecom, altri gruppi martoriati dal fenomeno. Definito non a caso «oro rosso», il rame ha un altro vantaggio: si piazza con grande facilità. Chi lo acquista di rado chiede da dove proviene. In altre parole non è tracciabile, garanzia di guadagno e di impunità pressoché assoluti.

p.berra

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