Martedì 01 Marzo 2011

La rivoluzione dell'idrogeno
parte dal lago di Como

LENNO - Se ci sarà, la rivoluzione dell'idrogeno parlerà anche comasco. Il team management della Claind di Lenno ha stretto ieri un accordo con “Acta”, società italiana di Pisa, quotata in Borsa nel 2005 sul listino AIM del London Stock Exchange, che da oltre sei anni, studia generatori domestici di idrogeno “fai da te”, compatibili con le energie rinnovabili. Nell'accordo, l'azienda lariana sarà partner per realizzare un nuovo prototipo di generatori di idrogeno industriali, a basso costo, destinati ad alimentare caldaie domestiche e distributori per motorini, automobili e autobus. L'alleanza apre a Claind nuove strade di espansione nel settore delle energie rinnovabili. «Sarà un anno di investimenti economici e di impegno di risorse umane – spiega Nicola Tunesi, direttore commerciale della Claind -, ma si tratta di una strategia aziendale che ci prepara verso la commercializzazione di un nuovo prodotto. A partire dal 2012, prevediamo un vero e proprio salto di qualità. Da trenta anni lavoriamo per la produzione di generatori di gas puri da laboratorio. Il futuro energetico, ne siamo certi, passerà da qui». I pareri sono contrastanti sugli sviluppi del gas. Tra i ricercatori, c'è chi è pronto a scommettere su un sicuro primato dell'idrogeno come motore di cambiamento dell'intero sistema energetico. Per i vertici dell'azienda è fondamentale sperimentare “in casa” nuove apparecchiature, grazie ad un laboratorio di ricerca che lavora, ogni giorno, per trovare applicazioni innovative. Su quest'ultimo, l'azienda ha investito parte delle proprie risorse. E sulla base della nuova strategia aziendale, già da domani il laboratorio sarà al centro dell'attenzione dell'azienda. Con gli investimenti impegnati nella ricerca e la diversificazione dei prodotti (generatori di azoto e idrogeno) si sono creati quattro canali distinti, che hanno aperto diversi settori di mercato: da quello farmaceutico di partenza al metallurgico fino ad arrivare all'alimentare e all'energetico ecc. L'investimento è servito per evitare il tunnel della crisi, avvertita in maniera più evidente nel 2009. «Lo scorso anno le vendite sono andate a gonfie vele, grazie al fatto che il mercato ha apprezzato i nuovi prodotti – continua Tunesi -. Abbiamo avuto un fatturato di oltre 6 milioni di euro, con un aumento rispetto all'anno precedente del 35%. Sono 6 le persone su 40 dipendenti, a occuparsi del laboratorio, in contatto con altri centri di ricerca come l'Università di Praga e il Politecnico di Milano». L'innovazione dell'impresa di Lenno ha stabilito canali di comunicazione in tutto il mondo. Con l'Italia infatti l'azienda lavora solo con un 20% dell'intera clientela. Per il resto si relazione con l'estero. «Stiamo vedendo crescere il contatto con India, Medioriente e Cina. Molto ha fatto l'accordo siglato, lo scorso anno con gli americani di “Proton Energy System”, colosso industriale impegnato nella produzione di sistemi di autogenerazione di idrogeno. In generale ci interessa tenere contatti con l'evoluzione della ricerca, il mondo della scuola e dei giovani, a cui tutti dobbiamo guardare con rinnovato e crescente interesse». E in questo senso è stato inaugurato qualche giorno fa un nuovo impianto di produzione ad idrogeno all'Istituto “Enrico Fermi” di Mantova. «Siamo disponibili – aggiunge Tunesi – a lavorare anche con le scuole della nostra provincia per sensibilizzare gli studenti sull'argomento». Se si respirerà aria di rivoluzione energetica, l'azienda lariana è sicura di avere tutti i numeri per essere tra i protagonisti.
Sara Della Torre

p.berra

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