Venerdì 04 Marzo 2011

Il fisco lo convoca
E' morto da 20 anni

COMO - La commissione tributaria centrale convoca i morti. Estinta dal 1992, con la riforma del processo tributario, è rimasta in vita per esaurire i ricorsi pendenti, centinaia di migliaia, e tuttora fissa udienze per riesumare e trattare cause risalenti a trent'anni fa: chiama novantenni, titolari di aziende chiuse, pensionati ultraottuagenari nel giorno del loro compleanno. Sono casi comaschi emersi negli ultimi giorni, a ruota dell'episodio segnalato dal presidente di Confersercenti, Sergio Ferrario, relativo al titolare di un autolavaggio chiamato a definire un credito d'imposta (non un debito) di ventinove anni fa.
Ieri, il paradosso e colpisce al cuore una famiglia che piange il marito e padre perduto nel luglio del 1990. Era nato nel 1936, aveva 54 anni, portava, fiero, il cappello d'alpino e viveva per gli altri, oltre che per i suoi tre figli e la moglie. Alle tre di notte, si alzava per fare pane e pasticcini; alle otto di sera, chiudeva bottega. La commissione tributaria centrale l'ha convocato per il 9 marzo 2011, a Milano: nonostante le banche dati, le anagrafi tributarie, gli occhi elettronici, le reti informatiche che ci avvolgono e che sembrano prendere dentro anche i granelli, tutti che sanno tutto di tutti, i giudici tributari e i cancellieri non sono a conoscenza che il convocato non c'è più da 21 anni. Per centomila lire di Irpef e Ilor del 1982, oggetto della causa, chiamano a rapporto chi è da tempo tra le braccia di Dio: non sono tenuti a verificare se si può risparmiare una ferita ad una famiglia, sono tenuti a definire le pendenze e per la burocrazia, è sempre l'ora giusta, anche dopo 30 anni. Se lo Stato deve restituire, in alcune circostanze, va fatta istanza entro tre mesi perentori e la prescrizione scatta dopo due anni, come raccontano i commercialisti. Se lo Stato deve incassare, la prescrizione non scatta mai. Il professionista che assiste la famiglia del panettiere ha inviato una memoria alla Commissione Centrale, sulla base della documentazione che è riuscito a raccogliere. Si è rivolto all'Agenzia delle Entrate che non l'ha potuto aiutare: cerca i fascicoli nell'imminenza delle udienze e le ricerche si stanno moltiplicando. Agli eredi del panettiere - alpino, eventualmente non toccherà pagare le sanzioni, ma l'importo con gli interessi applicati anno su anno e il tasso d'inflazione anno per anno: centomila lire, cioè 50 euro, potrebbero anche diventare mille euro. Sarà il caso di chiedere i danni morali e biologici, poiché il contribuente non ha alcuna responsabilità dei ritardi della pubblica amministrazione? Non esiste proprio, nessuna norma lo prevede, c'è solo da sollevare il caso. Di sicuro, non è solo la Commissione Tributaria Centrale che persegue i contribuenti fin nell'Eternità: nonostante le denunce di morte, di successione e le volture, con relative imposte, il nome di chi è passato per questa vita non viene mai cancellato dalla burocrazia per la quale non è mai tempo di morire.
Maria Castelli
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p.berra

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