Martedì 08 Marzo 2011

Ponte Chiasso, arrestato
il mago dell'energia

COMO Milioni di euro pubblici, stanziati per realizzare una centrale a turbogas, scomparsi sui conti correnti esteri di alcuni imprenditori. Sei persone destinatarie di un'ordinanza di custodia cautelare per una presunta maxi truffa all'Unione europea: tra questi Michelangelo Marinelli, 39 anni, presidente - fino alle dimissioni di pochi giorni fa - della Ceg, Calore Energia Gas Spa, con sede a Ponte Chiasso, a una manciata di metri dal confine con il Canton Ticino. Passa da Como un'inchiesta per associazione a delinquere, truffa, bancarotta condotta dalla procura di Crotone. Coinvolto - assieme ad altri cinque imprenditori - nell'inchiesta «energiopoli» aperta tre anni fa dalle fiamme gialle calabresi anche l'esponente di una società di via Bellinzona, finito ai domiciliari: nel mirino un contratto di programma per realizzare a Scandale, in Calabria, una centrale a turbogas, ma gli inquirenti ipotizzano che sia stato fatto un uso illegale di fondi pubblici, sia del governo che dell'Unione Europea, destinati - è l'ipotesi investigativa - a fini diversi da quelli per cui erano stati chiesti. L'inchiesta ha sollevato un polverone tra Como e Canton Ticino, dove l'Aet, l'Azienda Elettrica Ticinese, una sorta di Enel elvetica, è socia al 50% della Spa Calore Energia Gas di Ponte Chiasso. Aet, appena venuta a conoscenza dell'arresto di Marinelli, il quale dal canto suo dichiara la propria innocenza, ha emesso un comunicato, precisando di essere completamente estranea ai fatti contestati dalla procura di Crotone.

p.moretti

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