Mercoledì 09 Marzo 2011

Palazzina a un passo dalla basilica
Costruita sul muro, ma regolare

COMO Arriva un autobus Gran turismo dalla Germania, due piani e toilette incorporata, si ferma tra via Regina Teodolinda e via Sant'Abbondio, scendono turisti a frotte, impermeabili, foulard, ombrello, borsa e macchina fotografica. Prima di immortalare la millenaria basilica simbolo della civiltà e della religiosità comense, i due campanili, la suggestione delle antiche pietre, vanno a vedere «il cubo». E lo fotografano. La particolarità: non solo la forma quadrata su sei lati, come un grande dado, ma i piloni che sembrano poggiare sul muro a filo della via Regina e quella che sarà la parete perimetrale dell'edificio coincide esattamente con il muro di cinta. «A Como non si rispettano le distanze?», chiede un turista e sembra più incuriosito dalla tipologia contemporanea nella città di Terragni e del razionalismo che dai misteri della basilica. Come tutti, ne rimarrà affascinato dopo: credente o non credente, il misticismo, l'architettura e l'arte sacra non lasciano indifferente nessuno. Per il momento, sta davanti al cubo. È ancora uno scheletro di costruzione, a dire il vero, tra piloni e mattoni bianchi di cemento e non è evidente neppure un cartello che dica qualcosa del permesso edilizio, della proprietà, del progettista e direttore lavori, date di cantiere. Ieri, l'assessore comunale all'edilizia privata, Maurizio Faverio, s'è recato di persona a vedere «il cubo», non tanto per la tipologia del fabbricato, quanto per verificare se è proprio a filo della strada, in modo da rispondere alla domanda: «A Como, non ci sono più regole per le distanze dai luoghi di pubblico passaggio?». Ha verificato: «È tutto regolare - è la risposta dell'assessore - il permesso di costruzione è stato rilasciato in deroga all'obbligo di arretramento di tre metri dal filo della strada». E perché in deroga? «Perché si tratta di una riqualificazione di un edificio esistente - replica Faverio - Il volume, peraltro ridotto rispetto al pre- esistente, è in zona B3, area produttiva. Ma riqualificando l'edificio, può diventare residenziale». In pratica, al pian terreno la nuova destinazione potrebbe essere commerciale; ai piani superiori, due appartamenti. «Le norme tecniche di attuazione - ribadisce Faverio - consentono in casi come questi di derogare  all'arretramento rispetto alla strada». Ma l'impatto è scontato. «Bisogna aspettare la conclusione dei lavori - sottolinea l'assessore - certo, visto così, l'intervento potrebbe suscitare interrogativi e perplessità dal punto di vista estetico. Ma i lavori devono essere finiti prima di una valutazione complessiva».
L'area è, come dire, sacra, compresa tra la basilica di Sant'Abbondio e il cimitero maggiore, ma il «cubo» sarebbe già fuori dalla fascia di rispetto cimiteriale. Secondo i residenti, non è al lavoro un'impresa in modo continuativo, tanto che qualcuno aveva pensato che il cantiere fosse sospeso o addirittura abbandonato. Iniziati nel 2008, i lavori dovrebbero essere conclusi a fine anno.
Maria Castelli

a.savini

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