Martedì 08 Marzo 2011

Gregori lascia il comando
Staffetta tra gli alpini di Como

COMO «Ho appoggiato lo zaino in terra»: con quello zaino da alpino, Achille Gregori ha camminato per dodici anni con oltre 7000 Penne Nere, 122 gruppi della provincia di Como e, naturalmente, con la sezione. Stava davanti alla fila perché l'hanno voluto presidente dell'Ana di Como e, come dice la canzone, «figli di nessuno, ma ce ne vuole uno che sappia comandar», ma non ha mai esitato a rimboccarsi le maniche con i suoi e per la società, mentre teneva i rapporti istituzionali e svolgeva tutte le funzioni che toccano ad un capo, coordinamento, ascolto, collaborazione con il consiglio e il direttivo e con le gerarchie. Ha visto la leva obbligatoria finire e la nuova sede attrezzarsi e possono essere elencati un altro migliaio di belle cose che gli Alpini comaschi hanno fatto, per continuare una lunga storia, onorare chi «è andato avanti» e dare l'esempio in futuro. Ma in sei anni da vicepresidente dell'indimenticabile Mario Ostinelli e in dodici da presidente, Achille Gregori ha tenuto alto lo spirito alpino, quello rappresentato dalla penna sul cappello e dal cuore che ha sempre dentro un'emozione: non ci sarebbe altro da dire per un presidente dell'Associazione Alpini di Como che lascia il posto da numero uno. E lo lascia come lo lascerebbe un alpino: «E' bene che ci siano cambiamenti - spiega - ho appoggiato lo zaino a terra, lo zaino da presidente, si capisce, non quello da alpino, perché dopo tanti anni, il rischio era quello della routine. Il rischio era quello di fermarsi a tirare il fiato. Invece, bisogna andare sempre avanti. A nessuno vanno bene le cariche a vita». Anche per esempi come questi, stanno tornando i giovani, nei gruppi: finita la leva, alcuni non volevano saperne di iscriversi all'Ana e, invece, si sono avvicinati, bocia e veci tutti insieme, ad esercitare la solidarietà, ad onorare la memoria e a costruire qualcosa di buono in compagnia. E se un parlamentare propone che gli alpini vengano reclutati solo al Nord, alle Penne Nere non interessa la provenienza geografica: è lo spirito che conta. Lo spirito con il quale, tra l'altro, la presidenza Gregori ha celebrato i 90 anni dell'Ana portando Don Carlo Gnocchi nel duomo di Como. Ma quante manifestazioni, sfilate, servizi, quante missioni nei luoghi delle calamità, i restauri delle chiesette di montagna e dei monumenti ai caduti, le pulizie di boschi, fiumi, la Spina Verde e la Linea Cadorna riscoperta. «Da noi, le cose sono vere o non si fanno»: interviene il neo presidente, Chicco Gaffuri. Era vicepresidente, adesso tocca a lui. «Sono onorato - dice - sono il seguito di sette presidenti in 90 anni» e si schermisce un po'. Ci sarà tempo per i programmi e per dire tante cose. E c'è già la prima scadenza: il 17 marzo, anniversario dell'Unità Nazionale, gli alpini tengono molto alla Patria. Tutti i gruppi si ritroveranno per l'alzabandiera: a Como e in 122 Comuni, nello stesso momento, alle 9,15 si leveranno al cielo i tricolori, un gigantesco nastro di 4.300 tricolori in tutt'Italia. Molti gruppi li distribuiranno nelle scuole, dove gli alpini sono andati e andranno a parlare ai ragazzi, «perché dove c'è un alpino o un bambino, là c'è sicuramente l'Italia». Dopo l'alzabandiera, sarà letto il messaggio del presidente nazionale, Corrado Perona. Poi, tutti sull'attenti.
Maria Castelli

a.savini

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