Giovedì 10 Marzo 2011

Ticosa, inchiesta sul Comune
per il "buco" di 14 milioni

COMO - Sarà che il progetto del nuovo procuratore è tornare a tessere tutti quei contatti indispensabili per le inchieste di una procura, ma di certo quella degli esponenti della Corte dei conti mercoledì al sesto piano del palazzo di giustizia non è stata una semplice visita di cortesia. Un magistrato e gli uomini della guardia di finanze in forza presso la procura contabile, accompagnati da alcuni ufficiali delle fiamme gialle cittadine, si sono intrattenuti a lungo con Giacomo Bodero Maccabeo. Un summit che ha toccato numerose questioni, tra le quali anche il naufragio del progetto Ticosa e di quello paratie, con il pasticcio del muro sopra tutti, essendo quest'ultimo punto già al centro di un'indagine contabile che ha preso il via dopo una segnalazione inviata a Milano dal pubblico ministero Simone Pizzotti.
La novità riguarda, senz'ombra di dubbio, la vicenda Ticosa. Prima di incontrare il capo della procura cittadina, infatti, gli esponenti della corte dei conti hanno effettuato un sopralluogo, accompagnati da finanzieri comaschi, nell'area dove le gru di Multi avrebbero dovuto essere al lavoro - promesse di Palazzo Cernezzi alla mano - da non meno di tre anni e mezzo. Da quanto si è appreso la magistratura contabile starebbe effettuando una prima ricognizione per inquadrare l'intera operazione Ticosa e per capire se, sul naufragio del maxi intervento edilizio, vi possano essere stati dei danni erariali. Danni, evidentemente, non già su quanto uscito dalle casse comunali quanto, piuttosto, sui mancati introiti. A cominciare dagli oltre 14 milioni di euro che fino al 2009 l'amministrazione comunale ha messo a bilancio sotto la voce «ricavati dalla vendita della ex Ticosa» e che, ora, è chiaro non entreranno mai nella disponibilità del Comune. Un mancato introito che, com'è noto, ha creato non poche difficoltà alla gestione di numerosi investimenti, a cominciare dai fondi per l'asfaltatura delle strade cittadine.

m.schiani

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