Sabato 12 Marzo 2011

Nel progetto la tangenziale non c'è
L'assessore: "Giuro la faremo"

COMO È sparito dal progetto della tangenziale di Como il collegamento Grandate-Villa Guardia? «Sì, ma soltanto perché quel tratto di strada va modificato. Ora stiamo studiando una nuova soluzione e garantisco che l'opera verrà realizzata». Il caso del peduncolo di Villa Guardia “scomparso” (3 chilometri fondamentali per sgravare la viabilità ordinaria e dare un senso al primo lotto della tangenziale) è esploso 48 ore fa. E la Regione corre ai ripari, almeno stando alle parole dell'assessore alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo.
Tutto nasce da una prescrizione, la numero 41, inserita nel progetto definitivo. Poche righe per chiedere di modificare l'andamento plano-altimetrico della variante di Villa Guardia in modo da poterla trasformare, in futuro, in un'autostrada a 4 corsie, compatibile con il tracciato della Varese-Como-Lecco (sebbene per ora esista solo uno studio di fattibilità di quest'opera). Una prescrizione formulata ufficialmente dal Cipe (comitato per la programmazione economica, organo del governo) ma di fatto suggerita dalla Regione, visto che lo stesso Cattaneo non fa mistero di puntare ancora sulla Varese-Como-Lecco come alternativa al secondo lotto della tangenziale. Risultato: vista la necessità di modificare il peduncolo di Villa Guardia, la strada viene eliminata dalle mappe del progetto esecutivo, approvato nel dicembre scorso senza quest'opera. «La società Cal (Regione e ministero delle Infrastrutture, ndr) non avrebbe potuto approvare un progetto che non rispettava quella prescrizione, quindi ha fatto bene a non inserire la variante di Villa Guardia - ha detto ieri Cattaneo - Ma ora Pedemontana sta predisponendo un progetto alternativo, che dia la possibilità di realizzare in futuro anche 4 corsie. Non appena sarà pronto questo nuovo piano, lo presenteremo in segreteria tecnica. Escludo nella maniera più categorica che la strada non si faccia. Siamo tenuti a realizzarla e la realizzeremo. Ma dobbiamo aspettare il progetto modificato». Resta un interrogativo: se la prescrizione risale a novembre 2009 e il progetto esecutivo è stato approvato oltre un anno dopo, perché nel frattempo non si è trovata una soluzione? La questione, insomma, è stata affrontata solo di recente, tanto che sul territorio sono rimasti tutti di stucco vedendo arrivare un progetto esecutivo che non riportava più il peduncolo (più lungo dello stesso primo lotto della tangenziale). E sul fronte politico monta la polemica. Il capogruppo del Pd in Regione, Luca Gaffuri, tuona: «La Finanziaria 2006 ha destinato risorse statali al sistema Pedemontana, ma ha stabilito che dovevano servire a finanziare prioritariamente le tangenziali di Como e Varese, visto che l'autostrada vera e propria sarebbe stata fatta essenzialmente con fondi di concessionari privati. Viene da pensare che la tangenziale debba essere iniziata soltanto per potere dire che si rispetta quella priorità fissata dalla legge, ma intanto la si riduce a un moncherino per poter trasferire risorse pubbliche sul troncone principale dell'autostrada, sempre più a rischio finanziamento. Como, però, non ha bisogno di una foglia di fico ma di una tangenziale vera».
Michele Sada

a.savini

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