Domenica 13 Marzo 2011

17 marzo: liberi tutti
Negozi aperti, festa a metà

COMO Il mercato? Aperto. I supermercati? Aperti. Peter C? Aperto. Fragrans? Aperto. Borsalino? Aperto. Gli Agiemme? Aperti. I Tessabit? Aperti. Croci? Aperto. I Butti? Aperti. Gilardoni e Max Mara? Probabilmente aperti. Ibar? Aperti. I ristoranti? Aperti. Le pizzerie? Aperte. Gli altri negozi del centro? Probabilmente aperti. Gelaterie? Aperte. Focaccerie e panifici? Aperti. E probabilmente anche gli altri. Perché è così che è andata la conta, ieri, per questa festa nuova di zecca in cui non si sa ancora tanto bene cosa fare, come farlo, come organizzarsi, come pagare i dipendenti. Ma poi basta capire l'aria che tira (e tira aria di serrande alzate) e allora anche chi fino a un attimo prima dubita, un attimo dopo è convinto. «Apriamo, apriamo», dicono dal panificio di Tina Beretta. «Apriamo, apriamo», ripetono al forno Beretta del fratello Giuseppe. «Apriamo apriamo», confermano da Benito. «Aperto, aperto», è il ritornello dei negozi del centro. E lo scenario di giovedì 17 marzo, festa del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, si prospetta come quelle belle feste movimentate dove turisti e comaschi passeggiano sul lungolago e in città. «La tendenza è questa - spiega Giansilvio Primavesi, presidente dei Commercianti -. Ognuno è libero di aprire perché Como, a differenza di altre città, ha il mercato storico. Quindi quando gli ambulanti chiedono l'autorizzazione di tenere aperto di solito il Comune la concede anche agli altri. A differenza di Lecco, per esempio, dove non possono aprire. O di Cantù dove i supermercati aprono, ma poi devono recuperare tenendo chiuso in una delle domeniche». A Como no, tengono aperto tutti. Aperti i Gran Mercato, l'Esselunga, la Coop, il Gs, la Billa. La differenza tra un giorno festivo e uno non, saranno le scuole (chiuse), i bus (orari festivi e quindi senza corse per la scuola), gli ospedale in regime solo emergenza (chiusi ambulatori, niente esami, visite, controlli, sospese da tempo le prenotazioni per il 17), gli uffici pubblici (chiusi), le poste (chiuse). Mentre per il 1 maggio e il 25 aprile il calendario è rodato, per il 17 marzo si sono dovuti interrogare tutti, non solo i negozianti, ma anche le associazioni sportive e di volontariato, o anche solo le piscine e le palestre e ognuno si è dovuto organizzare da sé. «Per noi il fattore fondamentale è il tempo - ribadisce Primavesi -. Fa ancora freddo e il freddo penalizza sempre le vendite e anche l'apertura nei giorni di festa. Ma se il tempo si apre, se iniziano ad arrivare gli svizzeri, allora può essere una giornata interessante anche per noi». Secondi www.ilmeteo.it pioverà nella notte tra mercoledì e giovedì e il risveglio sarà con il temporale. La pioggia, però, inizialmente forte andrà gradatamente ad attenuarsi verso l'ora di pranzo fino a diminuire nel pomeriggio. Ci si può quindi arrischiare ad uscire di casa perché verso metà pomeriggio ci saranno ampie schiarite e alla sera sarà sereno. Lo stesso di sera e di notte. Le temperature oscilleranno tra 11 e 13 gradi. Venerdì, quando tutti torneranno al lavoro splenderà il sole. Ma sempre meglio far festa giovedì che i giorni precedenti, Meteo.it dà pioggia e temporali lunedì, martedì e mercoledì. Secondo Meteocomo «lunedì ultime precipitazioni residue con neve oltre i 1500 metri e qualche timida schiarita; martedì parzialmente nuvoloso; mercoledì e giovedì coperto con precipitazioni, nevose oltre i 1500-1800 metri».
«Ognuno ha la facoltà di tenere aperto o chiuso. Può scegliere - conclude Primavesi -. Ma appunto mi pare di capire che la tenenza sia rimanere aperto».Effetto domino, appunto. Anche perché nella festa dell'unità d'Italia un'apertura dei negozi a macchia di leopardo non sta molto bene dal punto di vista estetico. Meglio un lungo serpentone di bianco rosso e verde. Che al momento, però, non è stato ancora organizzato.
Anna Savini

a.savini

© riproduzione riservata