Domenica 13 Marzo 2011

La rivolta degli assessori
"Tangenziale, no al taglio"

COMO - C'è bisogno della strada cancellata. L'opera connessa alla tangenziale di Como che nel progetto definitivo di Pedemontana del febbraio 2009 attraversa la piana di Brugo partendo dal vicino svincolo autostradale di Grandate fino all'incrocio con la SP 24, la strada provinciale per Appiano, serve. Sul fronte di coloro che in Provincia si occupano di strade non c'è dubbio, senza quel tratto la tangenziale di Como diventa una beffa per la collettività. Sia per chi passa in coda il tratto Villa Guardia - Lurate - Olgiate, sia per chi ci abita lungo la statale e che da anni subisce inquinamento atmosferico, acustico e pericoli generati da un traffico incessante di veicoli. Il peduncolo cancellato dal progetto esecutivo alleggerirebbe il traffico in un territorio che conta oltre centomila persone, snellirebbe anche quello che si forma nella rotatoria nei pressi del Bennet di Montano Lucino, compromettendo la circolazione dei veicoli da e per il nuovo ospedale, sarebbe un vero toccasana per la congestionata via Varesina. «A fronte del solo studio di fattibilità di un'ipotetica autostrada tra Varese Como e Lecco si sta sacrificando un progetto che era arrivato alla sua fase esecutiva - Sergio Mina, assessore provinciale con delega al territorio e grande viabilità, dissente sull'eliminazione del tratto di collegamento verso ovest del primo lotto della tangenziale - si straccia un progetto che è costato soldi pubblici e che era pronto da cantierare. I progetti non sono come i quadri che se non piacciono si rivendono, se non eseguiti non servono più a nulla». E pensare che c'era già tutto: aree espropriate comprese, in nome di un altro - di ben altro impatto ambientale, si parlerebbe di un'autostrada a quattro corsie – di cui c'è solo uno studio di fattibilità, pare un non senso e in Provincia in molti la pensano come Mina. «Avremmo già anche la copertura economica di 9 milioni di euro per il primo lotto del tratto che eviterebbe il centro di Olgiate Comasco – aggiunge Mina – C'è tutto: progetto, soldi, possibilità di far partire a breve i cantieri, via libera da Anas e comuni, ma la Regione non dà l'ok. E così non si parte». Non si parte e si sta in coda. Secondo i tecnici, la capacità massima di una strada come la Briantea è di 1500 veicoli per ora per ogni senso di marcia. Non si svela un mistero dicendo che in diversi momenti della giornata di auto ne transitano più di 3000 all'ora. E alternative non ce ne sono. «Realizzare una tangenziale di un paio di chilometri solo in direzione dell'Acquanegra è una presa in giro per l'intero territorio, è come non fare niente, non è funzionale, anzi, servirebbe di più il tratto cancellato», la posizione di Pietro Cinquesanti, assessore provinciale con delega ai lavori pubblici e viabilità, non si discosta da quella del collega. Quella strada che in pochi chilometri congiungerebbe Como in direzione ovest senza attraversare l'abitato di Villa Guardia porterebbe via una bella fetta di traffico. Gli studi di Pedemontana che oggi si gettano al vento, stimavano una portata di circa 30mila veicoli al giorno.
Paola Mascolo

p.berra

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