Molestie sessuali in campo
L'allenatore: sono innocente

Comunicato del Como: "Pronti a dare sostegno psicologico". E i dirigenti hanno incontrato i genitori dei giovani atleti

COMO - L'istruttore di scuola calcio indagato per violenza sessuale nei confronti di due giovani atleti, è stato interrrogato ieri mattina in tribunale dal giudice preliminare Nicoletta Cremona. Accompagnato dai suoi avvocati l'uomo ha risposto alle domande del giudice, chiamato a convalidare il provvedimento cautelare di inibizione con cui gli era stato imposto di tenersi lontano dai campi di gioco e dalle strutture di allenamento. Il contenuto dell'interrogatorio resta "coperto" dalla riservatezza in cui procedono indagini di questo genere, ma del colloquio è filtrato quantomeno il nocciolo: il giovane tecnico, 27 anni, avrebbe negato di avere usato attenzioni particolari nei confronti di chicchessia, benché il confronto con le dichiarazioni e il racconto dei due ragazzi che lo accusano sia stato senz'altro drammatico. Del resto, prima di sospenderlo e indagarlo, la Procura aveva ponderato a lungo le denunce:i due atleti avevano avuto contatti con lui fino all'anno scorso, quando l'allenatore collaborava ancora con il Sagnino calcio. Sono stati più volte interrogati dalla squadra mobile della polizia di Como che, alla fine, dopo avere cercato riscontri, si è convinta della loro attendibilità.
L'argomento resta comunque delicatissimo. Ieri se n'è parlato a lungo, sui campi di tutta la provincia. Se n'è parlato soprattutto a Orsenigo, sede di allenamento del Como, dove i dirigenti della società hanno incontrato i genitori degli atleti: è stato un incontro lungo, durato una quarantina di minuti, in cui i vertici societari hanno voluto soprattutto tranquillizzare mamme e papà ribadendo che non risultano, almeno a Orsenigo, episodi sospetti. La stessa società di viale Sinigaglia ha poi compilato un comunicato ufficiale, pubblicandolo addirittura sul suo sito internet: «La Calcio Como srl - vi si legge - ha appreso attonita la notizia diffusa in serata dagli organi di stampa circa le accuse mosse ad un proprio istruttore; quest'ultimo peraltro già da diversi giorni aveva cessato di collaborare con la società a causa di propri preponderanti impegni personali (il tecnico aveva rinunciato, per iscritto, alla collaborazione con il Como la scorsa settimana, ndr). Premesso che nulla è sicuramente accaduto durante la permanenza dell'istruttore presso il Calcio Como, che da sempre adotta adeguati accorgimenti al fine di preservare i propri giovani atleti da ogni genere di infortunio, la società attende gli sviluppi delle indagini condotte dalla magistratura. Sin da subito, qualora si renda necessario, la società metterà a disposizione  dei propri atleti e delle loro famiglie, ogni mezzo di sostegno morale e psicologico».

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