Lunedì 14 Marzo 2011

La beffa degli espropri:
700 lettere sbagliate

COMO - Hanno ricevuto la lettera con la «dichiarazione di pubblica utilità dell'opera», di fatto il secondo passo della procedura di esproprio, ma si è trattato di «un errore», tanto che è in corso «l'invio delle comunicazioni di annullamento».
I protagonisti, loro malgrado, sono 700 cittadini residenti in provincia di Como o Varese. Possiedono terreni e immobili situati lungo il tracciato del secondo lotto della tangenziale, lotto che - però - non è ancora stato approvato. Impossibile, quindi, che sia già stata dichiarata la cosiddetta «pubblica utilità». Eppure quelle lettere sono arrivate.
La società Pedemontana era stata invitata a fare chiarezza sull'argomento dal consigliere comunale Marco Butti (Pdl), che aveva sollevato - in particolare - il caso di alcuni residenti di via Al Piano, ad Albate: «Assurdo che siano sotto esproprio, visto che il secondo lotto non è finanziato e non si conosce nemmeno il tracciato definitivo». Pedemontana ora ha risposto ammettendo la svista e sottolineando che resta valido, per tutte le proprietà situate sul tracciato del secondo lotto, solo il cosiddetto «vincolo preordinato all'esproprio». Una sorta di vincolo provvisorio, il primo passo della procedura. Tale vincolo, peraltro, dura 5 anni dall'approvazione del progetto preliminare e scadrà quindi tra poco, il 23 novembre 2011, a meno che entro quel termine venga approvato definitivamente il secondo lotto (in questo caso scatterebbe in automatico la seconda fase, cioè la dichiarazione di pubblica utilità). Insomma, il vincolo potrebbe sparire a breve e - comunque - le procedure non potranno proseguire in assenza dell'approvazione definitiva.
La società Pedemontana ha specificato che la ditta esterna che si è occupata dell'invio delle comunicazioni ha spedito 15mila note ai proprietari di immobili interessati da altre tratte e, «per un mero errore materiale», ne ha mandate altre 700 a persone che hanno beni sul tracciato del secondo lotto. E non poteva che essere così, visto che tra l'altra, non essendoci ancora l'assegnazione del secondo lotto, non è neppure possibile avere certezze su quali terreni saranno interessati e quali invece resteranno esclusi. Ad ogni buon conto, un altro pasticcio dopo il caso delle lettere di esproprio arrivate agli inquilini di un intero palazzo di via Borgovico, distante 7 chilometri dal tracciato della tangenziale, e su cui si era già speso in dichiarazioni l'amministratore delegato di Pedemontana, Salvatore Lombardo, il quale aveva detto di voler approfondire il problema.
«Sono stati fatti molti errori - denuncia anche il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Luca Gaffuri - e intendo presentare a breve un'interrogazione su questo tema, a tutela della comunità ma soprattutto di quei singoli cittadini che si trovano alle prese con problemi burocratici, senza che ve ne sia motivo».
Michele Sada

p.berra

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