Domenica 03 Aprile 2011

Evasione fiscale, Adriano
patteggia e inguaia l'Inter

COMO Un recente passato da spina nel cuore per i tifosi, un presente da spina nel fianco per la sua ex squadra, che a causa sua s'è ritrovata il fisco in casa.
Adriano, un tempo noto come l'"Imperatore" delle aree di rigore, prima di trasformarsi in un ex campione esiliato dall'Italia, è il protagonista di un fascicolo giudiziario per evasione fiscale davanti alla procura di Como esondato in un'ispezione fiscale a carico dell'Inter. Ispezione terminata con tanto di verbale milionario notificato dall'Agenzia delle Entrate alla società di Moratti, con la contestazione di non aver versato ritenute per oltre 7 milioni di euro e di aver scaricato dalle tasse - inedebitamente, secondo gli ispettori del fisco - costi per una cifra complessiva di 16 milioni di euro. Tutto nasce negli anni d'oro dell'Adriano goleador. Quando il calciatore brasiliano, croce e delizia del popolo nerazzurro, deliziava oltre ai tifosi pure il proprio conto in banca. Cifre tutte regolarmente dichiarate, o quasi. Durante un accertamento fiscale, infatti, gli ispettori dell'Agenzia delle Entrate scoprono che oltre al lauto compenso pattuito l'Inter ha pagato ad Adriano pure il compenso che il calciatore doveva ai suoi procuratori, la Gilmar Sports di San Paolo del Brasile. Soldi, però, che nella lettura degli agenti del fisco dovevano essere considerati come un benefit al calciatore e non un costo diretto della società, e sui quali quindi lo stesso Adriano avrebbe dovuto pagare le tasse.
Finito sotto inchiesta davanti alla procura di Como - competente per via della sua residenza in quel di San Fermo della Battaglia - l'ex "Imperatore" s'è ritrovato sulle spalle la fastidiosa accusa di evasione fiscale. Contestazione spazzata via tutto sommato senza grossi danni: difeso dall'avvocato Roberto Vitali, infatti, il calciatore ora passato alla formazione brasiliana del Corinthians ha scelto la via del patteggiamento e s'è visto appioppare una pena di 180 giorni di reclusione convertiti in un'ammenda pecuniaria di 36mila euro, una sciocchezza a confronto dei compensi milionari.
Tutto finito? In realtà no. Perché dopo aver radiografato le finanze del giocatore i funzionari dell'Agenzia delle Entrate hanno spostato i riflettori sull'Inter. Hanno cominciato a spulciare i conti e, soprattutto, hanno fatto accertamenti proprio sui pagamenti ai procuratori di Adriano. Alla fine hanno scoperto quasi 3 milioni di euro di costi alla Gilmar Sports portati indebitamente - almeno secondo gli ispettori - a deduzione, oltre al presunto mancato versamento di ritenute per altri 7 milioni e ulteriori costi milionari recuperati, asseritamente senza titolo, a tassazione dalla società nerazzurra. Accertamenti che hanno portato alla redazione di un verbale all'Inter, trasmesso per conoscenza anche alla magistratura comasca, competente a indagare sull'ex Imperatore del Meazza.

p.moretti

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