Giovedì 14 Aprile 2011

Gaza, l'assassinio di Vittorio
Confessano i due arrestati

GAZA, 16 APRILE  Hanno confessato due dei militanti salafiti arrestati ieri dalla polizia di Hamas nella Striscia di Gaza nel quadro delle indagini sul rapimento e l'uccisione del volontario italiano Vittorio Arrigoni. Lo riferiscono all'ANSA fonti investigative locali, precisando che uno dei due èritenuto il killer di Arrigoni, mentre l'altro ha ammesso diavere svolto un ruolo di fiancheggiatore nella logistica delsequestro.  In totale resta fermo a tre il numero delle persone arrestate in quanto accusate di una qualche forma di coinvolgimento diretto nel crimine: i due di cui si era saputo già ieri, più un terzo di cui si è avuta notizia nelle prime ore di oggi.    Il terzo uomo, sospettato di complicità nella preparazione del rapimento, non risulta al momento essere reo confesso a differenza del presunto assassino - l'uomo che avrebbe strangolato Arrigoni con la sue mani, con un cavo metallico o qualcosa di simile - e dell'altro fiancheggiatore.



GAZA, 15 APRILE E' stato ucciso Vittorio Arrigoni, il volontario di Bulciago rapito a Gaza da un gruppo islamico salafita che, in un filmato su You Tube, aveva minacciato di ucciderlo se entro 30 ore, a partire dalle ore 11 locali di ieri (le 10 in Italia), il governo di Hamas non avesse liberato i detenuti salafiti.
Il corpo senza vita del volontario è stato trovato all'interno di una casa: secondo le prime notizie Vittorio è stato soffocato. In un video postato su Youtube da "ThisisGazaVoice" il 36enne appariva bendato e con evidenti segni di violenza sul lato destro del volto. Il volontario italiano, con indosso una maglia nera, sembrava avere le mani legate dietro la schiena, mentre qualcuno gli teneva la testa per i capelli. Sul viso, tracce di sangue che partivano da sotto la benda nera che gli copriva gli occhi. Una musica copriva il sonoro del video, mentre in sovrimpressione appariva una scritta in inglese che recita: «Il popolo di Gaza si dispiace per quello che questi bigotti hanno fatto a Vittorio. Siamo sicuri che sarà presto libero e salvo». Purtroppo non è stato così.
A ritrovare il volontario sono stati gli uomini del governo di Hamas. Impegnati nelle ricerche le forze di polizia del gruppo palestinese hanno arrestato quasi subito un primo militante salafita, il quale avrebbe poi condotto gli uomini di Hamas nel covo dei sequestratori. Il blitz è stato fulmineo, ma secondo quanto ricostruito dal portavoce del ministero dell'Interno di Hamas Arrigoni è stato trovato morto soffocato, forse ucciso dai rapitori già da qualche ora.
La morte di Arrigoni è stata confermata in mattinata dalla Farnesina, attraverso il proprio Consolato Generale a Gerusalemme, il decesso del cittadino italiano Vittorio Arrigoni, il cui corpo è stato da poco riconosciuto presso l'obitorio dello Shifa Hospital a Gaza.
L'uccisione a Gaza del volontario italiano Vittorio Arrigoni è stata duramente condannata dall'Autorità nazionale palestinese di Abu Mazen. "Condanniamo questo crimine odioso ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla famiglia della vittima" ha detto alla stampa Saeb Erekat, un esponente di spicco dell'Anp. "Questo crimine - ha precisato - non ha niente a che vedere con la nostra storia e con la nostra religione". Profondo cordoglio è stato espresso anche dall'International Solidarity Movement(Ism), la organizzazione filo-palestinese in cui Arrigoni si era messo in vista con la sua prolungata attività a Gaza. Secondo Khalil Shahin - un ricercatore di Gaza che lo conosceva - "Arrigoni aveva ricevuto una cittadinanza onoraria per il suo lavoro a favore del popolo palestinese".

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