Domenica 17 Aprile 2011

Butti non abbandona
il sindaco di Como

COMO Non stacca l'ossigeno al sindaco Stefano Bruni che resterà al suo posto fino alla primavera prossima. Il coordinatore provinciale del Pdl, il senatore Alessio Butti, non vuole sentir parlare della «situazione nel capoluogo» perché, dice, ha già parlato con chi avrebbe dovuto decidere (consiglieri e assessori del Pdl) e la risposta è stata chiara. «Ho riunito due volte il gruppo consigliare - spiega il numero uno provinciale del partito - e all'unanimità ha deciso di proseguire pur tra mille difficoltà e mille problemi. L'argomento è chiuso». Tradotto: un conto andare a casa con la mozione di sfiducia (a novembre) o immediatamente dopo andando così a elezioni a maggio, ben altro andare incontro a un anno di commissariamento che non porterebbe benefici a nessuno. Nelle ultime settimane era stato in più di un'occasione il consigliere regionale Giorgio Pozzi a premere sull'acceleratore («O si è in grado di dare risposte forti e chiare o è meglio fare un passo indietro ed avere il coraggio di perdere qualcosa oggi per guadagnare domani» aveva detto riferendosi a Bruni), ma sembra rimasto il solo a chiedere la testa di Bruni preferendo un commissario. Di certo non è la linea del coordinatore provinciale che, dopo aver interpellato il gruppo, ha già messo una pietra sopra alla questione. «Comunque vadano le cose - aggiunge Butti - anche in città il Pdl è definito un interlocutore attendibile. Se ci sono esigenze e necessità, ci siamo. Passi indietro? Nel caso li decide il sindaco, sempre tenendo conto che si sta parlando di un'amministrazione eletta dal popolo. Non è il partito a decidere». Insomma, niente dimissioni di massa e niente iniziative da parte del consiglio. Il cerino resta nelle mani di Bruni che, a questo punto, vedrà come voterà il consiglio sul bilancio (Pdl e Lega voteranno a favore, il gruppo di Autonomia liberale per Como potrebbe invece scegliere l'astensione anche se le spaccature all'interno sono evidenti e, nelle ultime ore, c'è stato un riavvicinamento tra il sindaco e Luigi Bottone, neo segretario provinciale dei Responsabili del Pid). In ogni caso non sono prevedibili scossoni particolari proprio perché il commissario non lo vuole nessuno (inclusi diversi esponenti dell'opposizione).
Nel frattempo, però, nei corridoi dei partiti si pensa già al dopo Bruni. La rosa dei possibili successori è già pronta: c'è lo stesso senatore Butti (se i vertici regionali del partito gli chiedessero di correre non potrebbe tirarsi indietro), gli ex An Paolo Mascetti (vice presidente della Provincia) e Roberto Antinozzi (ex direttore generale di Sant'Anna e Asl e oggi alla Ca' d'Industria). Tra gli ex forzisti c'è Sergio Gaddi (sicuramente il nome più conosciuto e popolare nel partito), ma anche Enrico Gelpi (presidente dell'Aci nazionale, che non sembra completamente fuori dai giochi) e pure Patrizio Tambini (dopo dieci anni di guida della città da parte della corrente ciellina, dovrebbe però prevalere l'alternanza e quindi il suo nome ha, almeno basandosi sulle regole non scritte della politica, meno chance). C'è anche chi punta su Alessandro Colombo, ma difficilmente il suo nome troverà il via libera della direzione provinciale del Pdl. Di una cosa però il Pdl, che correrà a Palazzo Cernezzi in tandem con la Lega, è certo: non può sbagliare il candidato perché in lizza ci saranno anche i finiani e Autonomia Comasca oltre a liste civiche. Tutti possibili rosicchiatori di preferenze proprio nel centrodestra e con il rischio, quindi, di portare il candidato di Pdl e Lega al ballottaggio.
Gisella Roncoroni

a.savini

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