Venerdì 29 Aprile 2011

Nuova guerra con il Ticino
E' colpa della zanzara tigre

COMO Nuova puntura nei rapporti tra l'Italia e la Svizzera o, meglio, tra il Canton Ticino e il nostro versante del confine: è una puntura di zanzara tigre ed è un problema nel quadro dei problemi già noti: il numero chiuso dei frontalieri, i ratt che ballano, lo scudo fiscale, le frontiere da richiudere, i clandestini in fuga verso nord, la «fase rossa», i limiti di velocità, la competizione nel commercio, l'ozono e le polveri sottili che non fanno dogana.
Ma agli scienziati e ai sanitari tutto questo non interessa: l'ufficio sanità del Canton Ticino ha richiamato l'attenzione su un fenomeno che riguarda la qualità della vita e la salute. È la proliferazione della zanzara tigre, insetto originario dal Sud Est Asiatico e che si è insediato dalle nostre parti da una decina d'anni per la globalizzazione dei commerci. Il capo ufficio sanità, Stefano Radczuweit, s'è rivolto al presidente della Regio Insubrica, Marco Borradori, chiedendogli di affrontare il problema nella comunità di lavoro di confine, in quanto il Canton Ticino ha messo in atto un programma per contenere la zanzara tigre, ma l'insetto arriva da sud, cioè dal territorio comasco. Quindi, per il Ticino è come svuotare il mare con un cucchiaino.
«In effetti, noi abbiamo istituito una rete di prevenzione e di controllo, per impedire ristagni d'acqua, habitat favorevole per le zanzare tigri – afferma Mauro Tonolla, collaboratore dell'istituto cantonale di microbiologia  e presidente del gruppo di lavoro zanzare – ed interveniamo con un batterio biodegradabile specifico sulle larve. Installiamo trappole, osserviamo tombini, sottovasi, copertoni di auto, dove gli insetti si insediano. Ma il flusso proviene da oltrefrontiera e poiché non ci sono controlli, non conosciamo la densità». Secondo quanto s'è appreso, il gruppo di lavoro ticinese è riuscito a parlare solo con il Comune di Maslianico. In Comune a Como, non ha trovato risposta.
I controlli dei ristagni, con sanzioni per chi non sta attento, sono in capo ai Comuni. E la Asl, in particolare il dipartimento di prevenzione medica – servizio di igiene e di sanità pubblica, ha inviato una circolare di ben 12 pagine a tutti i sindaci, pubblicata anche sul sito, sulle «misure di lotta per il contenimento di zanzare» e sollecita i Comuni a «mantenere il monitoraggio». Come dire: se nota un bidone pieno d'acqua in un giardino privato, lo faccia rimuovere: potrebbe favorire la zanzara tigre, la quale potrebbe portare malattie non di poco conto, fastidi a parte.
«Per i Comuni di confine con la Svizzera – sottolinea la nota della Asl – si informa che è in atto una particolare attenzione con lotta integrata alle infestazioni da zanzara tigre e, pertanto, si confermano le indicazioni inviate lo scorso anno in relazione ai sistemi di lotta al fenomeno». È la conferma che la preoccupazione dell'Ufficio sanità ticinese non è infondata: le azioni non sono sufficienti. A Chiasso, piuttosto che a Vacallo, appena fuori dai centri urbani, nelle sere d'estate suona l'allarme: arrivano. Sono le zanzare. Arrivano da questa parte del confine, magari sono nate nei tombini e con i venti del tramonto, emigrano. Ne siamo sicuri? È proprio per aver risposta certa che è stata chiesta l'istituzione di un gruppo di lavoro insubrico.
Maria Castelli

a.savini

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