Sabato 14 Maggio 2011

Bar di notte, il Comune ci riprova
Chiusi all'una, (massimo alle due)

COMO Dopo aver fallito vari tentativi, il Comune ci riprova. È stata trasmessa ieri a tutte le associazioni di categoria (Camera di Commercio, Upcts, Confesercenti, Compagnia delle Opere, Adoc, Adiconsum, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Cgil, Cisl)  la bozza della nuova ordinanza per l'orario di bar e ristoranti. In sintesi, nelle zone del centro, l'apertura sarà consentita fino alla una di notte il venerdì, il sabato e gli altri giorni prefestivi, mentre nel resto della settimana la chiusura sarà a mezzanotte. Su richiesta, potrà esser concessa al locale che ne farà richiesta e in regola con le norme acustiche, una deroga fino alle due di notte. A patto che chi è all'esterno del locale non venga servito di bevande o altre consumazioni. Lo scopo dichiarato è quello di evitare al massimo il disturbo alla quiete pubblica, conciliando però le esigenze di città turistica. Ecco perché Bruni questa volta ha preferito evitare il muro contro muro della precedente ordinanza, bocciata per altro dal tribunale amministrativo regionale, avviando già da tempo un tavolo con i rappresentanti degli stessi commercianti. In particolare, a chi gestisce bar o ristoranti si chiedono quattro cose: «L'installazione di limitatori acustici non manomissibili sugli apparecchi che sono fonti di emissioni sonore (impianti stereofonici, apparecchi radio, apparecchi televisivi, juke-box, apparecchi da gioco e simili), ai fini del rispetto dei limiti di immissione stabiliti dalla normativa vigente in materia di impatto acustico; la garanzia, anche avvalendosi di personale addetto ai servizi di controllo di cui all'art. 3, comma 7 della legge 15 luglio 2009, n. 94, iscritto nell'apposito elenco prefettizio, che gli avventori, anche quelli che stazionano sul suolo pubblico all'esterno dell'esercizio, mantengano un contegno e un tono di voce idonei a non arrecare danno alla quiete pubblica; che non si somministrino alimenti e bevande agli avventori che stazionano all'esterno del locale, con esclusione di quelli che fruiscono di tavoli e sedie collocati nell'area assegnata in concessione all'impresa; che si curi giornalmente la pulizia dell'area concessa all'esercente il locale. Se sussistono queste caratteristiche, allora la deroga potrà essere concessa. Ora si attende la risposta delle categorie, prima che l'ordinanza diventi esecutiva.

a.savini

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