Sabato 21 Maggio 2011

Saloon Cernezzi
la notte degli insulti

COMO  Il consiglio comunale è diventato un saloon. Scontri verbali e liti non sono mancati negli ultimi mesi, ma giovedì - durante la discussione del consuntivo 2010 - è stato superato ogni record. Tanto che la seconda parte della seduta potrebbe essere ribattezzata «la notte degli insulti». Gli episodi clamorosi sono tre. Il primo vede protagonisti l'assessore leghista Diego Peverelli e il consigliere Donato Supino (Prc), con quest'ultimo che stuzzica l'esponente della giunta parlando di scarsi risultati della raccolta differenziata. Peverelli reagisce gridando: «Provi a guardare la sua città d'origine (Benevento, ndr). Se vuole lasciare Como, la accetteranno volentieri!». Supino non ci sta e alza la voce a sua volta: «Ti faccio una mozione di sfiducia, così poi discutiamo e vediamo!». Lo scontro degenera, l'assessore tuona: «Torni nella sua città! Lei ha solo la macchina targata Como!». Replica Supino: «La mia città è Como! Non capisci un c…, stai zitto dai! Io sono a Como dal 1961!». E la diatriba si conclude con il consigliere che deposita una mozione per chiedere la revoca di Peverelli, mettendo nel mirino la mancata assegnazione dell'appalto rifiuti (si va avanti da anni con proroghe agli attuali gestori). Il secondo scontro, ancora più violento, coinvolge Alessandro Rapinese (gruppo misto), che attacca la maggioranza e in particolare Luigi Bottone, reo di esser passato nelle ultime settimane da oppositore a stampella di Bruni. Sono le 22.40 quando lo chiama ironicamente «Scilipotone» (dal nome del deputato Scilipoti, uscito dall'Italia dei valori per andare a sostenere Berlusconi) e inizia uno show che porta il presidente Pastore a togliergli la parola. Rapinese va su tutte le furie: «Presidente, lei sa che non sarà rieletto al prossimo giro, si cerchi un posto di lavoro che è meglio. Arrivederci». E si avvia verso l'uscita. Ma dai banchi della maggioranza gli gridano «buffone». E lui: «Zerbini… Barboni!». Marco Butti (Pdl) sbotta: «Ma basta…». Rapinese di rimando: «Stai zitto o chiama lo zietto! Mi avete rotto i c… Me ne vado, barboni! Barboni!». Lasciando l'aula litiga anche con l'ex compagno di partito Dario Valli: «Hai mandato dei documenti per il piano Argent in settimana? (si riferisce al contestato progetto in zona Bassone, curato da Valli, ndr)». Risposta: ««Vergognati!». «No, vergognati tu!». Urla dalla maggioranza: «Vai fuori! Devi lasciare l'aula!». Marcello Iantorno (Pd): «Presidente, lo faccia accompagnare fuori». Rapinese se ne va e termina il secondo episodio da saloon.
Il terzo risale a inizio serata: un durissimo scontro tra Pasquale Buono (Autonomia liberale) e l'assessore Enrico Cenetiempo, nel corridoio che porta alla sala consiliare. Le urla si sentono distintamente finché Buono entra in aula furibondo, inveendo contro il sindaco e gridando: «Le vostre sono solo ripicche!». Il motivo della lite? L'elenco con i nomi degli scrutatori per il prossimo referendum, elenco che ogni consigliere può presentare per "suggerire" dei cittadini (l'accordo prevede 2 nomi alla maggioranza e uno alla minoranza per ogni seggio). Quando Buono scopre da Cenetiempo che i suoi nomi sarebbero stati cassati o drasticamente ridotti in quanto viene ormai considerato un consigliere «di minoranza» (per aver votato contro il bilancio), si imbufalisce. E inizia a gridare: «Dovevamo mandarvi a casa a novembre! (Buono contribuì a salvare il sindaco dalla mozione di sfiducia, ndr). Sono cose da matti! Questo è il vostro modo di fare politica?». Il sindaco piomba in corridoio e taglia corto: «Chi non vota il bilancio è in minoranza!».
Michele Sada

a.savini

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