Mercoledì 01 Giugno 2011

Mense a scuola a Como
Chi non paga non mangia

COMO Non saranno più accettate le iscrizioni alla mensa dei bimbi della scuola dell'infanzia che non siano in regola con il pagamento delle quote per nidi, mense, pre e dopo scuola. La rivoluzione scatterà da settembre ed è stata decisa dalla giunta che ha dato l'ok alla mano pesante voluta dall'assessore all'Istruzione Anna Veronelli. Insomma, le famiglie che hanno debiti con il Comune non potranno più iscrivere i figli al servizio mensa.
Da Palazzo Cernezzi ieri hanno precisato che si tratta di modifiche «sperimentali» studiate per «migliorare in termini di efficienza, efficacia ed economicità la programmazione e l'organizzazione del servizio, soprattutto in relazione al continuo incremento delle domande di iscrizione». E ancora: «Conclusa la fase di sperimentazione, l'adozione di eventuali decisioni verrà sottoposta all'attenzione del consiglio comunale». La sperimentazione durerà un anno e, quindi, non sarà certamente questo consiglio comunale a decidere sulle mense. Toccherà alla nuova amministrazione e di fatto l'aula attuale è esautorata in materia. Su questo punto sono prevedibili, nei prossimi giorni, barricate e prese di posizione da parte di diversi gruppi consiliari. Il tema delle tariffe delle mense, del resto, è sempre stato «caldissimo» a Palazzo Cernezzi con polemiche e sedute fiume. Stavolta, però, il pacchetto resterà fuori dall'aula.
Per le scuole dell'infanzia, come detto, l'iscrizione al servizio di refezione scolastica sarà vincolata all'assenza di morosità. Per le scuole primarie i criteri saranno ancora più restrittivi: oltre all'assenza di morosità pregressa, nei giorni di rientro non obbligatorio il servizio «verrà garantito ai bambini con entrambi i genitori che lavorano o con l'unico genitore lavoratore presente nel nucleo familiare, e ai bambini iscritti al dopo scuola comunale».
Nei giorni di rientro pomeridiano obbligatorio, invece, il servizio sarà garantito.
«Dal 2003 ad oggi - spiega Anna Veronelli assessore alle Politiche Educative - la morosità ha comportato mancati incassi per circa 340mila euro, soldi pubblici che sono così stati sottratti ad altri servizi. I criteri di accesso che abbiamo introdotto non fanno venire meno le garanzie e le tutele nei confronti delle fasce più deboli, che continueranno ad essere aiutate, ma cercano di porre un freno ad un malcostume, purtroppo in costante aumento. Questi criteri consentiranno comunque di tutelare non solo il diritto allo studio ma anche di garantire un'importante forma di aiuto a quei genitori che lavorano».
C'è un altro motivo, secondo Veronelli, che ha portato alla decisione della mano pesante. «Alla base delle modifiche - aggiunge l'assessore alle Politiche Educative - inoltre, figura la nuova normativa in materia di sicurezza e prevenzione incendi che ha ridotto drasticamente la capienza dei nostri refettori. Laddove possibile sono stati programmati interventi per il loro ampliamento, interventi però onerosi e con tempi lunghi. L'obiettivo dell'amministrazione sarà, comunque, quello di riuscire ad accogliere il maggior numero possibile di bambini».
Nel corso dei prossimi giorni - entro la fine dell'anno scolastico - il settore Politiche Educative provvederà a trasmettere a tutte le famiglie interessate una lettera per spiegare i nuovi criteri di accesso al servizio mensa
Gi. Ro.

a.savini

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