Domenica 05 Giugno 2011

Parcometri scassinati
Due arresti in centro

COMO - Due pendolari del furto sono stati arrestati l'alta notte dalla polizia di in piazza Vittoria. I due, entrambi di nazionalità rumena, sono finiti in una sorta di trappola tesa loro dai responsabili di Csu, che nelle ore precedenti si erano accorti dell'avvenuta manomissione dei loro parcometri. Risultava che qualcuno avesse scassinato i contenitori che raccolgono il contante sia in zona stadio, sia di fronte alla stazione centrale di San Giovanni, sia, infine, accanto al tribunale, tra Largo Spallino e via Auguadri. Certi che qualcuno, nel corso della notte, si sarebbe ripresentato per raccogliere le monetine, i responsabili di Csu hanno approntato una sorta di servizio di guardia. Così, pochi minuti prima di mezzanotte, uno degli addetti all'autosilo di via Auguadri, "comandato" di servizio ai piani alti della struttura in modo da poter meglio controllare il parcometro, si è accorto della presenza di due sospetti còlti ad armeggiare attorno al dispositivo. La centrale operativa della questura ha subito attivato le volanti, che in un pugno di secondi hanno intercettato entrambi: in arresto, con l'accusa di tentato furto aggravato, sono finiti Valentin Daniel Negrea, 23 anni, e Alexandru Attila Seres, 22, entrambi residenti a Vigevano. Il primo dei due aveva in tasca una torcia e due cacciavite, utilizzati per forzare la cassetta del parcometro. Ad aspettarli, su una Fiat Bravo grigia posteggiata in via Italia Libera, c'era un terzo connazionale, Marian Dorin Branic, 22 anni, denunciato a piede libero. In macchina, i poliziotti della volante hanno rinvenuto altri cacciavite e una serie di attrezzi da scasso. «Stavamo aspettandoli - ha spiegato ieri Marco Benzoni, direttore generale di Rsu - perchéci eravamo accorti che qualcuno aveva forzato le cassette. Non è la prima volta che capita. Da inizio anno abbiamo già subito diversi furti di questo genere. Non è per le monetine. Il danno vero è determinato dalla rottura delle cassette, il cui costo si aggira a spanne sui 500 euro».
Csu avrebbe voluto costituirsi parte civile al processo con rito per direttissima, in programma ieri mattina. Il procedimento è stato tuttavia rinviato per poter svolgere qualche ulteriore accertamento. Il sospetto è che le stesse tre persone si celino anche dietro agli altri tentativi di furto, in zona Stadio e alla stazione. Difficile prevedere se sarà possibile incastrarli: in teoria bisognerebbe verificare la presenza di eventuali impronte digitali, o quantomeno di tracce che consentano di risalire fino a loro. Il sistema è comunque sempre lo stesso. I ladri forzano la cassetta e la richiudono: in apparenza sembra tutto normale. Poi aspettano che il parcometro si riempia e tornano in azione, passando all'incasso. Non sanno, e non immaginano, che gli ausiliari della sosta e i dipendenti di Csu controllano sempre lo stato di "salute" dei dispositivi. E un cassetto forzato non sfugge mai alle loro verifiche.

p.berra

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