Lunedì 06 Giugno 2011

Rebbio, a tavola con gli ospiti
"I pomodori? Portati da casa"

COMO «Allora, senta. Io mi compro i pomodori con i miei soldi perché prendo il Coumadin e con il Coumadin non tutte le verdure verdi vanno bene. Ma non sempre c'è l'insalata. Allora io la compro da me. Poi le Asa (ausiliarie) sono brave. Me le affettano loro e me le servono a tavola. Così me la cavo. Però, vuol sapere la verità? Il cibo è quello che è. Non sa di niente. Prima di tutto manca di sale. Poi mancano un sacco di cose. Il vitello tonnato non lo danno più. Il gorgonzola con la polenta neppure. Neanche il sughetto. Quando la cucina era qui davano un sughetto che era una cannonata. Adesso al massimo danno lo spezzatino. Ma capirà, cosa fa un po' di spezzatino alla polenta? Prima, ogni tanto, portavano in tavola una scatoletta di Simmenthal o di tonno, adesso basta. Sempre quelle cose». In una delle stanze dove stanno i pazienti autosufficienti c'è una signora che è uno spettacolo. Curatissima, simpatica, si illumina appena si sente porre la domanda del giorno: il cibo era meglio prima oppure adesso che il servizio cucine è stato decentrato? In più considerando il fatto che anziché risparmiare, la Ca' d'Industria ha finito per avere trecentomila euro di rosso in bilancio? «Ma come, se ci hanno aumentato anche la retta? - chiede la signora, che ha 77 anni - Prima erano 50 euro al giorno. Adesso sono un euro di più. Ma io mangio pochissimo, dovrei pagare di meno. Allora le dico tutto, ma lei non scriva il mio nome sul giornale che sono qui e qui devo stare. Sto anche bene, per carità, ma il cibo non sempre va bene».
Il menù di ieri era: lasagne. Arrosto reale al forno. Spinaci all'agro. Cena: minestra d'orzo.Crescenza. Affettati misti. Patate lesse. Merenda: torta. «Le lasagne erano buone, bisogna dirlo. Andavano bene. L'arrosto erano due fettine, ma io ho compensato con i miei pomodori. Guardi, io dico sempre che l'arrosto qua è come il lesso, la carne bollita. Con la nuova gestione c'è solo pesce, maiale e pollo. Sempre quei tre che girano. Il semolino, alla sera, è acqua. E la pastina il brodo non l'ha visto neanche da lontano. Come al mattino. Hanno messo la macchina per il caffè latte. Ma il caffè è d'orzo e il latte è in polvere. E poi spesso la carne è poca. Una volta non bastava neanche per tutti e le signorine, che sono proprio brave, erano anche in imbarazzo. Poi con la vecchia cucina ogni tanto ci davano anche la pizza. Più vista. Sono sempre quelle cose che girano. Ora, certe volte si mangia bene. Stasera la minestra d'orzo la mangio. Poi mi farò dare due fette di prosciutto perché i formaggi sono sempre quelli monodose, la crescenza, la ricotta, non è che mi vanno tanto. Poi. frutta fresca mai. Sempre frutta sciroppata o frutta frullata. Io prendo quella grattuggiata ma ogni tanto potrebbero anche darci frutta fresca». Che i piatti non siano da albergo cinque stelle lo dice anche la madre di un'altra signora ospite: «Mia mamma non mangia tanto e ogni tanto si lamenta perché non le piace il cibo. Di sicuro prima con la cucina a due passi era meglio. Lo dicono tutte le ospiti. Adesso con la scusa che arriva da fuori è ovvio che la qualità peggiora».

a.savini

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