Martedì 07 Giugno 2011

Bruni: "Ca' d'Industria,
il vertice se ne vada"

COMO «Il consiglio di amministrazione deve fare un passo indietro. Si dimettano subito». Il sindaco Stefano Bruni non ha usato giri di parole, in consiglio comunale, intervenendo sul caso Ca' d'Industria (si discuteva la relazione conclusiva della commissione speciale dedicata alla casa di riposo) e, a sorpresa, ha chiesto ai vertici della fondazione di andarsene. Dopo le ultime polemiche sul rosso di bilancio di 630mila euro e sulle 35mila giornate alimentari in eccesso previste nell'appalto e pagate alla ditta che si era aggiudicata il servizio cucina, anche il primo cittadino è uscito dunque allo scoperto e ha detto basta. L'ha fatto davanti a una sessantina di dipendenti, presenti proprio per chiedere la revoca del Cda. «Avrei preferito che si arrivasse alla discussione di questa sera già con le dimissioni del consiglio (per ora hanno fatto un passo indietro solo Guanziroli, Mercuri e Vivarelli, ndr) – ha detto Bruni – Ho lavorato oggi per arrivare a questo risultato e avevo già preparato il bando per le nuove nomine, ma i quattro ancora in carica hanno evidentemente cambiato idea (il presidente Pellegrino e i consiglieri Peloia, Gilardi e Farina, ndr) e hanno sbagliato». Il sindaco ha poi precisato: «Ormai c'è una situazione di danno per l'istituzione e la stima è pregiudicata. Un consiglio così è inevitabilmente fragile. A questo punto formalizzerò immediatamente agli attuali membri la richiesta di rimettere il mandato. Credo che né una città né un ente possano essere ostaggio di qualcuno. Posso anche capire l'orgoglio personale, ma non può prevalere rispetto al bene di Ca' d'Industria. E vorrei pubblicare immediatamente il bando per le nuove nomine. Credo, inoltre, che si faccia chiarezza sul bilancio dell'ente in commissione». La seduta si era aperta con il nutrito gruppo di dipendenti che avevano esposto cartelloni, con slogan come «Grazie Cda, con l'appalto delle cucine lasci solo rovine» e «Ca d'Industria, bilancio rosso futuro nero». E poi ancora: «Sindaco sveglia, stanno affossando la fondazione» e infine: «L'avevamo detto... fuori i responsabili!». Il consigliere Donato Supino (Rifondazione) ha indossato in aula per qualche minuto, mettendoselo al collo, il suo maxi manifesto finito nel mirino nei mesi scorsi per la scritta «Se Ruben's la Ca' d'Industria». Vittorio Mottola (Pd) ha portato in aula un piatto di pomodori per mettere l'accento sulle ultime lamentele degli anziani, relative proprio alla qualità della verdura servita.

f.angelini

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