Domenica 19 Giugno 2011

Visite sospese da mesi
Così pagano i più deboli

COMO - Niente visite ai non vedenti e niente pensione di invalidità. Il problema si trascina da marzo, ora la Cgil alza la voce e parla di «disservizi che ancora una volta vanno a penalizzare le fasce più deboli della popolazione». Tutto nasce dalla chiusura dello specifico ambulatorio del Sant'Anna, un tempo attivo presso la sede principale dell'Asl, in via Pessina. Non è stata trovata una sede alternativa o un'azienda ospedaliera disposta a effettuare il servizio, quindi le persone affette da cecità non sono riuscite a ottenere il certificato necessario per la pensione. «Si tratta di un fatto gravissimo - tuona Lucia Cassina, della segreteria Cgil, insieme ai colleghi del sindacato pensionati e della Funzione pubblica - e la colpa è tutta dei tagli decisi dal Governo e dalla Regione. Tanti cittadini non vedenti hanno dovuto subire la sospensione dell'assegno di invalidità da parte dell'Inps, non avendo potuto produrre la certificazione richiesta visto che l'Asl non può garantire la visita oculistica specialistica. Gli ambulatori dell'azienda ospedaliera Sant'Anna, infatti, si sono spostati da via Pessina e non è stata individuata alcuna soluzione». Sotto accusa finisce, come detto, la contrazione delle risorse destinate all'ambito socio-sanitario e assistenziale: «La logica che vede l'approccio ai servizi per la cittadinanza esclusivamente in termini economicistici, dimenticando l'aspetto sociale e solidaristico, sta mostrando il suo vero volto e si sta traducendo in sempre maggiori difficoltà e penalizzazioni per i portatori di bisogni». Soltanto in questi giorni è stata messa una pezza al problema e da domani le visite dovrebbero essere di nuovo garantite, in via Pessina, anche grazie alla revisione di un macchinario che a questo punto potrà essere utilizzato: «Ma se consideriamo la lista d'attesa che nel frattempo si è creata e calcoliamo i tempi tecnici e burocratici - sottolineano i sindacalisti - la realtà è che molte persone vedranno riattivata la propria pensione, con ogni probabilità, in autunno. Per mesi, infatti, sono state sospese tutte le prenotazioni e rinviati gli appuntamenti già fissati».
Nel mirino dei sindacati c'è anche un altro problema: il riconoscimento dell'esenzione dal pagamento del ticket. I medici di famiglia, come riportato nei giorni scorsi, contestano le nuove norme che li costringerebbero a verificare l'esistenza di tale diritto per ogni paziente. E la Cgil rincara la dose: «I cittadini rischiano di ritrovarsi in grave difficoltà se, entro giugno, non verrà chiarito chi e come deve rilasciare l'attestazione, tramite codice, per avere diritto all'esenzione. Tra l'altro nella delibera regionale dedicata a questo tema non è previsto alcun codice per i cittadini con più di 65 anni e un reddito inferiore a 8.500 euro. Speriamo si tratti solo di una dimenticanza e vi si ponga rimedio al più presto…».
Michele Sada

p.berra

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