Domenica 19 Giugno 2011

Una caduta per ogni buca
«Faccio causa al Comune»

COMO - Il marciapiede di via Giussani che sale dalla Coop e arriva in cima alla Varesina sarebbe perfetto per un addestramento militare. Ci sono così tante buche, crepe, avvallamenti, cedimenti, screpolature, dislivelli, rotture, incrinature e insenature che bisognerebbe camminare con la punta del naso fissa sulla punta dei piedi. E anche così bisognerebbe stare concentratissimi perchè basta un momento di distrazione per mettere un piede in fallo. Su un marciapiede normale, quando si inciampa, ci si può anche salvare al passo successivo tentando di restare in piedi. Ma su un marciapiede come questo che è un percorso a ostacoli, perdere l'equilibrio significa ruzzolare a terra facendosi male. E molto anche. È successo alla signora, Maria Antonia Ferloni, che abita proprio in via Giussani. «Stavo camminando a braccetto con mio marito - racconta -. Mi sono staccata un secondo, e il piede è finito in una buca. Ho tentato di restare in piedi, ma sono finita nel gruviera delle buche successive. Ho perso del tutto l'equilibrio e sono finita a terra con la spalla». La signora mostra la spalla. C'è una grossa escoriazione. La mano ce l'ha appesa al collo. È gonfissima e livida. «Doveva vederla appena caduta, era enorme». Sullo zigomo ha un'altra abrasione e il ginocchio è graffiato. Tutto in un colpo solo. «Sono andata all'ospedale - dice -. Avevano paura che avessi rotto la mano e mi hanno fatto più ecografie. Per fortuna è andata bene. Niente fratture. Solo sette giorni di prognosi. Ma non è questo il punto. Io vorrei che il Comune aggiustasse questo marciapiede. Sono cadute anche altre signore ma non vogliono fare denuncia. Dicono: "tanto il Comune non fa niente". Certo, se stiamo zitti tutti non farà mai niente. Per questo io ho chiamato, ho chiesto a loro cosa devo fare e lunedì vado in Comune a far denuncia. Non per chiedere i soldi non voglio certo lucrare su questa cosa, ma voglio che aggiustino la strada perché è pericolosa». Lo dice anche il marito Franco Cardellicchio: «Questo marciapiede è un disastro. L'ho vista cadere lunga e distesa e non sono neanche riuscito ad afferrarla. Pensi agli anziani, che pericoli. La via attorno al nido è anche peggio. Passano le mamme con i bambini in braccio e rischiano di ammazzarsi ogni volta». «Tutto il quartiere è un disastro - commenta Marco Brogna -. Anche stando attenti è un pericolo perché le buche sono davvero tante». Quelle in cui è inciampata la signora, di fronte al civico 10, sono attaccate al bordo del marciapiede. Se fosse caduta in strada avrebbe corso anche il rischio di essere investita. Una cliente della lavanderia che si trova proprio davanti al tratto dove è caduta la signora Maria Antonia spiega: «Io lo so che è un disastro e mi dispiace anche per chi passa. Ma sono anni che è così e il Comune non fa niente. Siccome noi pensiamo che dove non arriva il pubblico dovrebbe arrivare il privato l'abbiamo anche fatta sistemare ma si è rovinata di nuovo. Abbiamo chiamato ancora il signore che si occupa dei lavori e non è potuto venire. Sennò la signora non sarebbe caduta. Sa qual è il guaio però? È che il Comune non la sistema ma se la facciamo sistemare a nostre spese finisce che prendiamo anche la multa. Però una cosa strana sa qual è? La via Giussani è una buca unica, ma la via Tetttamanti, chissà come mai, ha un marciapiede asfaltato di fresco. Tutto nuovo perfetto. Non so come mai quel marciapede ha avuto la priorità».
In effetti quel tratto è nero e levigato. Esattamente come i comaschi vorrebbero tutti le strade. E i marciapiedi.
Anna Savini

p.berra

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