La Regione ci dimentica
"Tutta colpa dei litigi"

Como “dimenticata” dalla Regione, monta la rabbia delle categorie. All'indomani della presentazione del «Documento strategico regionale 2012», che non fa cenno a opere fondamentali per il territorio (come la variante della Tremezzina, la cittadella sanitaria e il campus), sono gli amministratori e i politici locali a finire nel mirino dei rappresentanti di artigiani, industriali e piccole imprese.

COMO Como “dimenticata” dalla Regione, monta la rabbia delle categorie. All'indomani della presentazione del «Documento strategico regionale 2012», che non fa cenno a opere fondamentali per il territorio (come la variante della Tremezzina, la cittadella sanitaria e il campus), sono gli amministratori e i politici locali a finire nel mirino dei rappresentanti di artigiani, industriali e piccole imprese. L'accusa: non sanno fare squadra. E pensare che proprio dalla Provincia - con l'assessore Pietro Cinquesanti - erano arrivate le prime bordate all'indirizzo della Regione, durante l'illustrazione del documento. «Contano i risultati e vediamo tutti qual è la situazione - commenta il presidente di Confartigianato, Marco Galimberti  - È difficile dire se ci siano responsabilità della Regione, di certo ci penalizza la nostra storica incapacità di lavorare insieme. Negli ultimi tempi l'assessore regionale Gibelli è presente e attivo sul Lario, piuttosto mi pare che il problema sia un altro: non riusciamo a farci sentire, a parlare con una sola voce, forte e unitaria. Gli enti locali dovrebbero essere più compatti. Non basta chiedere, bisogna farlo nel modo giusto e con forza». Duro il presidente di Confindustria, Ambrogio Taborelli, che tra una decina di giorni passerà il testimone a Francesco Verga: «Otteniamo quello che ci meritiamo. A furia di litigare, i risultati sono questi. Paghiamo lo scotto delle continue divisioni e credo che l'unica svolta possa arrivare da una nuova classe di amministratori, che sappiano andare oltre gli steccati di destra e sinistra per lavorare nell'interesse del territorio. Spero che tutti capiscano, di fronte all'ennesimo schiaffo, che è ora di dire basta alle pagliacciate. Forse ci penalizza anche il fatto di non avere un assessore comasco, ma se i nostri consiglieri regionali non passassero la metà del tempo a litigare le cose andrebbero meglio. Siamo tutti stufi della guerra tra partiti e nei partiti. Le persone valide non mancano, mi auguro che emergano e costruiscano una squadra seria. Faccio un solo esempio: da vent'anni parliamo del campus, ma non si muove niente, mentre a Lecco lo stanno realizzando. Eppure sono i nostri “cugini”, non vengono da un altro pianeta…». Il presidente dell'Api, Giambattista Cerutti, sottolinea: «In teoria il fatto di non avere un rappresentante in giunta non dovrebbe penalizzarci, la Regione ha il compito di seguire tutti i territori e poi Formigoni aveva assicurato che sarebbe stato l'assessore di riferimento per Como. In realtà i risultati non si sono visti, probabilmente perché non riusciamo a farci sentire. Non posso dire che i consiglieri regionali non si impegnino, il punto è che non sempre lavorano insieme. Il territorio non è stato preso in considerazione e non basta rispondere che non ci sono soldi, visto che la Lombardia resta una regione ricca. Da moltissimi anni diciamo tutti che la variante della Tremezzina è una priorità, poi però non si realizza».
Michele Sada

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