Domenica 26 Giugno 2011

Scandalo Archivio di Stato
caso dell'affitto in Parlamento

COMO Lo scandalo dell'Archivio di Stato, con il ministero dei Beni Culturali che versano ogni anno 200mila euro per l'affitto dello stabile di via Briantea (su cui, tra l'altro, pende uno sfratto dal 1989) finisce direttamente sul tavolo del ministro Giancarlo Galan. Era stata ventilata l'ipotesi di trasferire l'Archivio in una parte della caserma De Cristoforis, ma da ministero della Difesa e demanio militare era arrivata un'unica risposta: «no».
È durissima la reazione del deputato leghista Nicola Molteni, che depositerà un'interrogazione per chiedere chiarimenti sulla vicenda, ma anche per chiedere che venga rescisso immediatamente il contratto. «Questa storia - tuona il parlamentare - testimonia l'inefficienza della gestione centralista ministeriale di Roma. È una vergogna. Dov'erano gli ex ministri dei Beni culturali Rutelli e Veltroni? E dov'è, oggi, Galan? Segnaleremo a Galan quello che sta succedendo, cioé che vengono lasciati vuoti stabili ministeriali e poi si va a spendere soldi per affittarne altri dai privati». È ancora: «È la prova dell'inefficienza di Roma, che la Lega denuncia da 25 anni. Si rescindano questi contratti e si occupino gli altri stabili. I tagli non devono essere solo ai costi della politica, ma anche all'immenso costo della spesa pubblica. Nel 2010 è stata ridotta di 4 miliardi di euro, ma si deve razionalizzare. Il guaio è che a Roma non sanno nemmeno qual è il patrimonio che hanno. Non è accettabile che si paghino affitti se si hanno beni propri».
Irraggiungibile, ieri, il senatore delPdl Alessio Butti, mentre il collega leghista Armando Valli "Mandell" è furibondo: «Questi sono gli sprechi che vanno tagliati e chissà quanti ce ne sono. Il ministero intervenga perché non si possono buttare i soldi in questo modo. Si parla sempre di sprechi e dei costi della politica, ma queste situazioni nascoste sono il vero scandalo e vanno assolutamente eliminate».
La deputata del Pd Chiara Braga dice: «Non conoscevo questa vicenda, perché stiamo parlando di questioni che restano confinate e gestite nelle stanze degli enti. Si parla tanto dei costi della pubblica amministrazione mettendo nel mirino i gettoni di presenza dei consiglieri comunali o le indennità dei parlamentari, ma gli sprechi sono anche ben altri. Anziché parlare di decentramenti ministeriali, bisognerebbe mettere in atto un'operazione seria di razionalizzazione della macchina centrale». E aggiunge: «C'è poi un'altra questione: la città, nelle sue strategie di sviluppo, dovrebbe porsi il problema della riorganizzazione degli uffici centrali sul territorio». Non solo Archivio di Stato. C'è anche l'inghippo della caserma Venini: operazione da otto milioni di euro con l'obiettivo di trasferire il comando dei Carabinieri nell'ex distretto militare caserma Venini, in modo da non pagare più 228.000 euro l'anno d'affitto all'amministrazione provinciale proprietaria della caserma e che, a sua volta, ne spende 200mila per affittare sedi per i propri uffici (tra cui quelli di via Sirtori). Il primo lotto del nuovo quartier generale è stato realizzato a regola d'arte, secondo programma; il secondo lotto è stato appaltato ad un'altra impresa che fallisce. Tre anni di ritardo sui lavori. E, nel frattempo, si continuano a pagare affitti su affitti.
Gi. Ro.

a.savini

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