Venerdì 01 Luglio 2011

Incubo Ticosa scacciato
Merito del vecchio S.Anna

COMO Il monoblocco del vecchio Sant'Anna si sta ripopolando. Nuovi ambulatori si aggiungono a quelli già attivi, al piano terra è appena partito un cantiere e tra sei mesi scatteranno i lavori sugli impianti di tutto il maxi edificio, finanziati dalla Regione con 5 milioni di euro. La “cittadella sanitaria” inizia a prendere forma e si allontana il rischio di una nuova Ticosa in via Napoleona. L'azienda ospedaliera ha ormai attivato una buona parte dei servizi che troveranno posto nei 10mila metri quadrati previsti all'interno del comparto, mentre l'Asl - che ne avrà 20mila - si trasferirà in una fase successiva, dovendo attendere la messa in sicurezza del monoblocco e il trasferimento a San Fermo degli uffici amministrativi del Sant'Anna.
La notizia più importante è che esiste un progetto condiviso dalle due aziende e i rispettivi tecnici lo stanno mettendo a punto nel dettaglio. Le linee generali consentono già di comprendere l'assetto di quello che sarà il futuro polo della salute comasco. O meglio, per usare le parole del direttore del Sant'Anna Marco Onofri, la casa della «sanità di tutti i giorni», mentre il nuovo ospedale continuerà a occuparsi degli acuti e di chi necessita di un ricovero. I piani più bassi del monoblocco ospiteranno alcuni ambulatori dell'azienda ospedaliera già attivi (l'elenco è lungo e comprende Dermatologia, Diabetologia, Centro prelievi, Pre-ricovero, Diagnostica radiologica, Centro trasfusionale, Fisioterapia), ma ci sarà spazio anche per novità come la Dialisi (ne parliamo a parte), gli ambulatori destinati alla libera professione e infine la Medicina toracica, che a breve lascerà San Fermo «in modo che i cittadini possano accedervi con maggiore facilità». Nei prossimi mesi, inoltre, verrà ristrutturata la hall d'ingresso, con una nuova illuminazione e un punto informativo per gli utenti. Se il Sant'Anna è quindi a buon punto, l'Asl si trasferirà nella cittadella in una seconda fase, per motivi tecnici. Ma il numero uno Roberto Bollina ha confermato che non esistono «ipotesi alternative». Lo schema ricalcherà quello dell'azienda ospedaliera, con le attività sanitarie dislocate nella zona più “comoda” per i cittadini (il distretto di via Cadorna si sposterà nelle palazzine affacciate sulla Napoleona), mentre gli uffici (oggi in via Pessina) e i dipartimenti (area San Martino) troveranno posto ai piani alti del monoblocco. La tempistica sarà diversa perché bisognerà prima trasformare in ambulatori gli spazi oggi adibiti ad uffici (le palazzine su via Napoleona, che peraltro il Sant'Anna libererà non prima di due anni) e fare il contrario agli ultimi piani del monoblocco. Proprio lo spostamento dei dipendenti (un centinaio) da via Pessina al monoblocco avverrà per primo, poi toccherà a via Cadorna e all'area del San Martino (dove oggi opera il 70% dei lavoratori Asl). «Il progetto da 5 milioni - spiega il responsabile dell'Ufficio tecnico del Sant'Anna, Vincenzo Bella - prevede il rifacimento di tutti gli impianti del monoblocco, abbiamo già pubblicato il bando e i lavori partiranno all'inizio del 2012». Onofri aggiunge: «C'è qualche difficoltà perché si fatica a vendere gli immobili messi all'asta, ma questo finanziamento regionale ci consente di fare passi avanti significativi». Nella “cittadella” si trasferiranno con ogni probabilità anche l'Ordine dei medici e alcune attività dei medici di famiglia. L'Asl eviterà di spostare solo il Servizio veterinario e il Sert (quest'ultimo avrà una nuova sede unica, nella zona di via Stazzi), L'area di via Napoleona, dunque, si riempie, tanto che si servono già 250 pasti al giorno. Il cuore del vecchio Sant'Anna non ha smesso di battere.
Michele Sada

a.savini

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