Sabato 02 Luglio 2011

Finanza a Como
Blitz in Ca' d'Industria

COMO I conti non tornano. Da qualsiasi parte li si guardi i numeri legati ai pasti di Ca' d'Industria non quadrano e così la guardia di finanza si vede costretta a tornare in via Brambilla per un nuovo sequestro di atti. L'inchiesta sulla costosa esternalizzazione del servizio mensa della casa di riposo lariana, dopo un anno di letargo, sembra voler bruciare le tappe. Quattro finanzieri della compagnia di Como, giovedì mattina, si sono presentati negli uffici amministrativi di Ca' d'Industria da dove hanno acquisito nuovi documenti. Tra gli altri - da quanto emerso da via Brambilla - anche gli atti relativi al servizio mensa nelle strutture gestite dalla fondazione negli anni precedenti la contestata esternalizzazione ad Fms della preparazione e consegna dei pasti agli anziani ospiti.
La procura ipotizza, a carico di ignoti, i reati di corruzione, peculato e turbativa d'asta. E se per l'ipotizzata corruzione è ovviamente necessario trovare prova di eventuali dazioni di denaro - o altre utilità - a carico incaricati di pubblico servizio, per il peculato è utile anche verificare l'entità dell'eventuale danno economico subito dalla Fondazione. Da qui il sequestro di atti da parte della guardia di finanza legati alla gestione dei pasti nel passato e, in particolare, al numero di pasti serviti nel corso degli ultimi anni. A far lievitare clamorosamente la voce "passivi" nell'ultimo bilancio approvato dal Cda della Ca' d'Industria era stata una clausola inserita nel contratto sottoscritto tra la Fondazione ed Fms e che riguardava il minimo di "giornate alimentari" garantite, ovvero 180mila all'anno. Peccato che, nel corso dell'anno, le giornate alimentari effettivamente distribuite siano inferiori ai 150mila.

a.savini

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