Giovedì 07 Luglio 2011

Stangata biglietti
Treni più cari

COMO Trasporto ferroviario regionale, ufficializzati gli aumenti: dal 1° agosto biglietto e abbonamento costeranno il 9,09% in più. La revisione al rialzo delle tariffe si aggiunge peraltro a quella già scattata nel febbraio scorso e fa quindi segnare, complessivamente, un +20% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La delibera che introduce i nuovi adeguamenti è stata approvata ieri dalla giunta regionale: «Una mossa necessaria - sostiene la Regione - a causa dei tagli delle risorse sul trasporto pubblico locale determinati dalla precedente Finanziaria, quantificate per la Lombardia in 82 milioni di euro. Il confronto con il Governo per la ripartizione delle risorse statali che potrebbero rendersi disponibili per colmare una parte del taglio non risulta ancora completato e pertanto tali fondi non sono disponibili». L'assessore alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, definisce la manovra «l'unico modo per mantenere i servizi senza effettuare tagli, mantenendo in equilibrio il sistema». Quale sarà l'effetto degli aumenti per chi utilizza la linea Milano-Como? Dal mese prossimo il costo di un biglietto singolo per un treno regionale salirà da 4,05 euro a 4,45 euro (a febbraio era già passato da 3,60 euro a 4,05). Mentre l'abbonamento mensile per la stessa tratta, che all'inizio dell'anno costava 60,50 euro e a febbraio era schizzato a 68 euro, arriverà a 74,50 euro.
Il Pd, intanto, reagisce lanciando una campagna contro gli incrementi tariffari. Previsti volantinaggi nelle 415 stazioni ferroviarie lombarde, con la collaborazione dei circoli territoriali, oltre all'affissione di manifesti e l'apertura di una pagina sul sito www.blogdem.it per chiedere alla giunta di fare retromarcia e raccogliere le adesioni e le lamentele degli utenti. «Con questo aumento, il secondo nell'arco di sei mesi, verranno penalizzati quei cittadini che investono sul trasporto pubblico e rinunciano all'auto - dichiara il capogruppo Luca Gaffuri - In media parliamo di un +23% (calcolando anche l'adeguamento all'inflazione, ndr) e  non era mai accaduto nulla di simile nella storia del trasporto pubblico regionale. La responsabilità è del Governo che ha tagliato pesantemente i trasferimenti per questi servizi, ma anche della Regione che non ha compiuto per tempo scelte che potessero privilegiare la mobilità collettiva, meno inquinante di quella privata».
Michele Sada

a.savini

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