Giovedì 07 Luglio 2011

A Villa Erba in arrivo Droulers
Marco Ambrosini a rischio

COMO Da numero uno di Villa d'Este a presidente in nuce di Villa Erba. Dopo estenuanti trattative e molteplici incontri, spunta il nome di Jean Marc Droulers come possibile successore di Marco Ambrosini. Una candidatura fortemente sponsorizzata dal sindaco di Cernobbio Simona Saladini e condivisa dagli altri soci pubblici. Queste le voci che si rincorrono alla vigilia dell'assemblea, convocata dopo due rinvii per domani mattina ma che potrebbe slittare ancora su richiesta del sindaco di Como Stefano Bruni che non ha ancora nominato il proprio rappresentante per il cda. Raggiunto telefonicamente, Droulers ha cercato di tergiversare. «Fin quando non scade il mandato di amministratore delegato di Villa D'Este (il prossimo 31 dicembre), sono occupato a tempo pieno. So che gli enti pubblici hanno fatto il mio nome, ma ogni decisione spetta all'assemblea chiamata a nominare il nuovo Esecutivo». Facile capire come tra i papabili alla poltrona ora occupata da Ambrosini sia uscito un personaggio di così alto profilo e carisma, stimato da ogni corrente politica. Quarant'anni fa ha riscritto la storia del più famoso cinque stelle lariano, forse è davvero l'unico in grado di rilanciare la vetrina comasca, di trasformarla in volano dell'intero sistema economico locale. Una scelta, quella di Droulers, che a quetso punto fa riprendere quota all'opzione di gestione diretta da parte della società Villa Erba di tutta l'attività, sia congressuale che fieristica. In alternativa sul tavolo del prossimo cda il progetto del Consorzio Albergatori e Confindustria di rilevare in toto l'attività del polo garantendo maggior introiti, ma soprattutto evidenti vantaggi per il territorio. Una soluzione che però non ha mai convinto il presidente dell'Amministrazione Provinciale Leonardo Carioni e Simona Saladini. Sono stati loro a far maturare l'idea di riconsegnare la conduzione di Villa Erba alla società già esistente e che negli ultimi anni si è occupata solo della gestione del ramo congressuale, sollevando un cavillo giuridico che ha rallentato i tempi di convocazione dell'assemblea. Hanno infatti chiesto alla Corte dei Conti di verificare se un'azienda a capitale pubblico come quella di Cernobbio può consegnare mission e business a mani private.
Serena Brivio

a.savini

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