Venerdì 08 Luglio 2011

Autobus, niente aumenti
Comaschi salvi. Per ora

COMO - Autobus, la Provincia dice no a nuovi aumenti e ulteriori riduzioni delle corse. Durante un vertice che si è tenuto ieri, alla presenza dei tecnici di Asf Autolinee, Villa Saporiti ha preso una posizione netta: per mitigare l'impatto dei tagli statali e far quadrare i conti bisogna mettere in campo interventi che non vadano in alcun modo a penalizzare nuovamente l'utenza. Una replica delle misure scattate all'inizio dell'anno (+10% sui biglietti e sforbiciata alle corse meno utilizzate) viene considerata inattuabile - anche se la Regione lo consentirebbe dal primo agosto - perché si tradurrebbe in un salasso per i cittadini e nella necessità di sacrificare non più qualche "ramo secco" ma corse molto utilizzate. La proposta messa in campo dall'assessore ai Trasporti Patrizio Tambini e dal dirigente del settore Giuseppe Cosenza prevede, quindi, una serie di novità di altro genere che consentirebbero comunque di rimediare all'impatto causato dai tagli. I numeri dicono che gli aumenti tariffari scattati sul Lario nei mesi scorsi hanno risolto il problema soltanto in parte e Asf - come trapelato qualche giorno fa - ha quantificato in 400mila euro la cifra ancora da recuperare (433mila euro per la precisione). L'Amministrazione provinciale ha risposto all'azienda con una ricetta molto precisa. Punto primo: niente tagli né revisione delle tariffe fino a giugno 2012, quando scadrà il contratto (Tambini porterà in giunta la settimana prossima un indirizzo in tal senso). Secondo: Asf dovrà presentare entro dieci giorni una nuova simulazione che chiarisca quale sarà l'impatto della manovra di qui a un anno, visto che alcune decisioni del recente passato (in primis il blocco del turnover) si faranno sentire nel lungo periodo e i 433mila euro ipotizzati sulla base dei dati dell'ultimo trimestre potrebbero calare notevolmente. Terzo punto: il deficit si può sanare anzitutto attingendo al milione e 800mila euro di utile realizzato da Asf nel 2010, visto che Comune e Provincia detengono - tramite Spt - il 51% delle quote dell'azienda. Quarto: alla scadenza del contratto, Villa Saporiti potrebbe far pesare il mancato rispetto di alcuni obblighi da parte della controparte, in tema di qualità del servizio e di innovazione, applicando penali che garantirebbero il recupero di ulteriori risorse. Un piano articolato, insomma, predisposto con un obiettivo chiarissimo: «Non ci sembra giusto chiedere altri sforzi agli utenti o eliminare corse importanti - spiegano Tambini e Cosenza - Abbiamo quindi individuato delle alternative che, a nostro avvisto, permettono di far fronte ugualmente alla contrazione delle risorse stanziate dalla Regione, a sua volta in difficoltà a causa dei tagli statali».
Michele Sada

p.berra

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