Mercoledì 13 Luglio 2011

Cappellini a processo:
"Non ho evaso il Fisco"

COMO - «A Valentino Rossi che dichiarava di risiedere a Londra, gli agenti del fisco hanno contestato l'iscrizione nella palestra del suo paese, nel Pesarese, le assicurazioni delle auto fatte in Italia e anche la barca ormeggiata nell'Adriatico. Beh, se questi sono gli elementi per dimostrare una residenza fittizia, allora non vi sono dubbi sul fatto che io abiti nel Principato di Monaco: sono iscritto a una palestra di Montecarlo, la mia barca è ormeggiata a Montecarlo e pure le assicurazioni delle mie auto sono tutte a Montecarlo». Un Guido Cappellini casual, polo a maniche corte e quotidiano - non sportivo - stretto in mano, si ferma qualche minuto nell'atrio del palazzo di giustizia a parlare con gli avvocati Anna Restuccia e Fabio Gualdi e alcuni coimputati del processo che lo vede sotto accusa per aver sottratto al fisco italiano 19 milioni di euro in otto anni. In aula c'è rimasto molto poco, il pluri-iridato pilota di motonautica, come poco è durata la prima udienza a suo carico: giusto il tempo per sentire i giudici aggiornare il processo al 9 febbraio prossimo. Un'eternità, tutta colpa della carenza di giudici in tribunale.
L'accusa per Cappellini e i suoi coimputati è frode fiscale e false fatturazioni. Tra il 1999 e il 2007 il campione di Mariano Comense - secondo la procura - avrebbe fatto scivolare all'estero, attraverso società appositamente costituite tra l'Isola di Man, nelle Isole Vergini, e a Bristol, svariati milioni di euro. Il tutto con la complicità di altre quattro persone accusate di aver fatto parte, con Cappellini, di un'associazione per delinquere sostanzialmente attiva nella distrazione verso l'estero di fondi da dichiarare al fisco italiano.
Accuse che il pilota respinge con forza: «Mi si imputa di aver effettuato la raccolta degli sponsor in Italia (tra Carugo e Mariano ndr), ebbene così non è. Posso dire che se ho vinto dieci campionati del mondo per l'Italia è stato grazie al fatto che vivevo e vivo a Montecarlo. I contatti con gli sponsor io li ho avuti lì e non a Mariano Comense. Il mio lavoro - prosegue l'iridato della motonautica - è finanziato dagli sponsor e questo processo assieme ai tempi lunghi delle giustizia non mi aiutano certo».
Il processo a carico di Cappellini si prevede lungo e particolarmente complesso, soprattutto per quel che riguarda l'accusa di associazione a delinquere, contestazione sulla quale il pilota brianzolo ha qualcosa da ridire: «Se io sono residente a Montecarlo, e le garantisco che la residenza lì non la danno facilmente, e se a Montecarlo ho un commercialista che gestisce le mie società, non capisco come questo commercialista possa essere accusato di far parte di un'associazione a delinquere: non è tenuto a sapere se io sono fittiziamente o realmente residente nel Principato. Lui ha fatto il suo lavoro, così come io ho fatto il mio che era quello di correre».
La procura la pensa ovviamente in modo un po' diverso. Ma per sapere come andrà a finire: attendere, prego.
Paolo Moretti
p.moretti@laprovincia.it

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