Mercoledì 13 Luglio 2011

Emergenza, l'elisoccorso
non traslocherà da Como

COMO - Uno schiaffo al Valduce, che deve dire addio al progetto di un nuovo edificio con Pronto soccorso e sale operatorie. Una carezza al 118 comasco, con la conferma della centrale operativa e della base elisoccorso, servizi che non verranno coinvolti nel maxi processo di riorganizzazione del soccorso extra ospedaliero presentato ieri.
Le novità arrivano dalla Regione e riguardano entrambe il settore dell'emergenza-urgenza. Quella positiva è firmata dall'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, che da un lato ufficializza le tre sedi per le centrali del 112, il numero unico per le chiamate di soccorso operativo da 2012 (saranno a Milano, Brescia e Varese, quest'ultima riceverà anche le chiamate provenienti da Como per poi smistarle), dall'altro però rassicura: «Como non avrà il "call center laico" ma la centrale operativa del 118 è assolutamente confermata e lo stesso vale per l'elisoccorso. Per i comaschi non c'è alcuna penalizzazione». Se anche la gestione dell'emergenza dovesse essere delegata a un numero ristretto di centrali in Lombardia (di parla di quattro o cinque), insomma, quella sul Lario resterebbe certamente attiva.
L'inaugurazione della nuova sede a Villa Guardia, peraltro, si avvicina: la centrale funzionerà dal 19 luglio mentre dal 2 agosto toccherà agli elicotteri. La notizia negativa riguarda, invece, l'ospedale Valduce, che in una nota annuncia la scelta di «non procedere alla costruzione» della nuova struttura destinata a ospitare un Pronto soccorso più ampio e le camere operatorie. Era stata individuata da tempo l'area (l'attuale parcheggio a raso), ma la direzione ha dovuto prendere atto che dalla Regione non arriverà il cospicuo co-finanziamento richiesto (i vertici di via Dante avevano parlato esplicitamente di un totale di 30-40 milioni necessari per l'operazione): «Considerazioni di carattere economico enfatizzate dalla congiuntura attuale», sintetizza la nota. Il Valduce, quindi, dovrà "accontentarsi" della ristrutturazione e della messa a norma dell'attuale monoblocco, entro quattro anni: «La nuova costruzione in questa fase non è realizzabile - afferma il direttore sanitario Alessandro Rampa - Tuttavia, resta in piedi il piano di sviluppo generale che prevede anche la possibile introduzione di nuove specialità, come traumatologia».
Per l'ospedale di via Dante potrebbe aprirsi il problema della carenza di spazi, visto che il Pronto soccorso non si amplierà ma gli accessi - dopo il trasloco del Sant'Anna - sono in crescita (oltre 70 al giorno, con punte sopra 80). Mentre a San Fermo i dati non si discostano da quelli registrati fino all'anno scorso in via Napoleona, con 16mila accessi nei primi quattro mesi del 2011. Cambiano le zone di provenienza: più comaschi al Valduce, aumentano invece al Sant'Anna gli arrivi dai territori al confine con la provincia di Varese.

p.berra

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